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Politica Regionale

Umbria. Il bilancio di un anno della giunta Marini: disastroso

Di Giuseppe Mazza 24 Maggio 2011 – 15:44 3 min di lettura

(ASI) E’ passato poco più di un anno da quando si è insediata, a palazzo Donini, la nuova giunta regionale guidata da Catuscia Marini ed è tempo di fare un primo bilancio.

 In verità, basta poco perché si può sintetizzare in una sola parola: disastroso. A giudicare da quello che hanno dimostrato di (non) saper fare, in questo scorcio di legislatura, ci sarebbe solo da suggerire le dimissioni in massa per manifesta, totale incapacità amministrativa.

E’ sintomatico osservare, con una certa attenzione, quelli che escono dalla regione, da qualsiasi ufficio di una certa importanza, è come se uscissero ubriachi, sconcertati, sconvolti, quasi increduli, davanti alla confusione di idee (chiamiamole, per carità di patria, così) che manifestano in ogni occasione, la Marini, Tomassoni, Cecchini, Rometti, Casciari e via via tutti gli altri. Sembrano capitati lì per caso, smarriti, non sanno che fare, insomma del tutto inadeguati. L’unica cosa che hanno fatto è stata la riorganizzazione ed è stata come se ad un manovale edile, senza nemmeno un giorno in cantiere, gli avessero dato l’incarico di ristrutturare un palazzo, e siccome non ha nemmeno un minimo di preparazione e, in verità, nemmeno un minimo di buon senso, la prima cosa che fa toglie le fondamenta al palazzo pensando che le fondamenta non siano importanti e se ne possa fare a meno. Solo che ora il palazzo sta per crollare, non solo addosso alla Marini e a Tomassoni, gli aspiranti architetti del fai da te, ma, soprattutto, su noi umbri. Non credo assolutamente che possano durare altri quattro anni, anche perché al loro interno, la cosiddetta maggioranza, è una Babele in cui si parlano (anche maluccio) molte lingue, tutte, tra loro, completamente diverse. E l’Umbria non se lo può permettere.

Gli unici che sembra non si siano ancora accorti di nulla sono quelli della minoranza che hanno pensato di essersi messi la coscienza a posto con la denuncia, che tiene banco sui giornali da diversi mesi, sul finanziamento anticipato della regione alla Federazione Gioco Calcio per costruire il campetto di Prepo. Che, poi, a veder bene, è poco meno di una bolla di sapone, anche se alcuni giornali vogliono far credere che siamo in presenza della truffa (aggravata) del secolo. Le cose sono molto semplici. Riepiloghiamo: la Regione, su un progetto presentato dalla Federazione Italiana Gioco Calcio, ha anticipato (forse con superficialità e leggerezza) dei finanziamenti per la costruzione di un campo di calcio a Prepo, sul terreno della stessa Federazione. L’impegno è di costruire la struttura sportiva entro il 31 dicembre 2011, i lavori stentano a decollare, ma ci sono ancora sette mesi di tempo per costruire il campo. Dov’è la truffa? Alla scadenza (appunto fra sette mesi) le cose saranno due: o nel frattempo verrà costruito il campo oppure la Figc restituirà i finanziamenti ricevuti dalla regione. La truffa ci sarebbe soltanto nella eventualità che la Figc non solo non faccia il campo (il “Curi”, con i mezzi di quarant’anni fa, è stato costruito in tre mesi) ma non sia nemmeno in grado di restituire i soldi alla regione, una somma (600.000 euro) men che ridicola per una Federazione che gestisce decine di milioni di euro. Tutto qui: per la truffa del secolo manca qualche tassello.

Nota della Redazione

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