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Politica Regionale

Gubbio, elezioni intervista Fabio Graziani ( Movimento per Gubbio)

Di Redazione ASI 6 Maggio 2011 – 15:42 4 min di lettura

  (ASI) Si approssimano l'elezioni amministrative nella città dei Ceri.
 Si compete in una realtà politica dove la sinistra più rossa domina e per gli avversari sarà dura affermarsi
. Oggi andiamo ad intervistare il Professore Fabio Graziani candidato della Lista Civica Movimento per Gubbio.

     

    Quale sarà il primo settore nel quale interverrà se verrà eletto sindaco?

    La prima cosa alla quale punterei è senz’altro
    la riapertura del capitolo ” mal concluso” del piano regolatore, piano da cestinare completamente per revisionarlo dalla “A alla Z”. Con l’attuale Piano regolatore Gubbio è infatti immobilizzata da una serie di vincoli e di limiti rigidissimi che ne rendono impossibile la stessa attuazione delle previsioni urbanistiche senza peraltro rimediare ai numerosi abusi edilizi compiuti e tollerati nel passato.

     In cosa si differenzia il suo programma da quello degli altri candidati?

     Ovviamente se non ci si fa abbagliare dalle “cortine fumogene”dell’ideologia i problemi concreti della Città sono gli stessi per tutte le liste che si presentano agli elettori ma
    il punto che caratterizza la lista civica “Movimento Per Gubbio” è senz’altro la battaglia per evitare la desertificazione del centro storico e dei vari capoluoghi “storici” delle frazioni. Questo è infatti un impegno a cui teniamo in particolar modo nello stesso interesse non solo dei residenti ma anche del rilancio del turismo che puo’ funzionare solo se le parti storiche della nostra Città (che tra l’altro costituiscono la vera ricchezza lasciata a Gubbio dai nostri antenati) continuano ad essere “vive e vissute” e non (nell’ipotesi migliore) un bel palcoscenico vuoto come Venezia.

    Attraverso quali strategie la città potrà uscire dall'isolamento infrastrutturale?

    E’ vero che (peraltro dopo anni e anni di ritardo nella progettazione e gestione dei lavori) ultimamente si è cercato di superare l’isolamento puntando giustamente sullo sviluppo e l’ammodernamento delle strade statali (ad esempio sul tratto Mocaiana – statale Pian d’Assino) ma per risolvere davvero questo ultradecennale problema non si puo’ rinunciare al collegamento ferroviario cosa che invece sembra quasi di capire tra le righe dei programmi di certi candidati . Il Comune deve infatti puntare in alto e non limitarsi a chiedere il semplice ripristino delle fermate soppresse alla vicina stazione di Fossato di Vico per cui va appoggiato fino in fondo il progetto che prevede uno sviluppo ferroviario alternativo Sant Egidio - Assisi - Branca su cui finora la regione (e la ex governatrice Lorenzetti in particolare) ha sempre messo i bastoni tra le ruote. Forse per poter mettere in piedi questo progetto occorre un amministrazione comunale che non abbia paura a mettere i pugni sul tavolo e sappia alzare la voce nei palazzi del potere regionali senza temere di compromettere i rapporti interni alla gerarchia regionale del PD.

    Su quali settori puntare per superare gli effetti che la crisi ha avuto sull'Eugubino?

    Una delle prime azioni che il Comune deve intraprendere è quella di una azione tesa ad abbassare il costo del terreno agendo sul piano regolatore generale (il costo è infatti eccessivamente alto rispetto a zone a noi vicine come ad esempio Fossato di Vico in cui non a caso tendono da tempo a spostarsi i capannoni degli artigiani e eugubini) in modo da alleggerire i costi che devono sopportare gli artigiani e le piccole imprese. Il vero punto centrale dell’azione del Comune deve però essere quello di far diventare il turismo un vero e proprio motore di sviluppo economico (l’assetto economico si Gubbio attualmente è infatti uno sviluppo che possiamo definire “squilibrato”, cioè troppo concentrato solo sulle due pur meritorie cementerie eugubine mentre il ruolo del turismo è ampiamente sottovalutato). Una città monumentale e ricca di storia come Gubbio non ha infatti nulla da invidiare rispetto a realtà come Foligno o anche come Orvieto in cui però a differenza nostra l’amministrazione comunale coordina e programma direttamente la gestione del turismo . Il Comune di Gubbio non deve infatti limitarsi ad affidarsi alla promozione turistica o alla pubblicità indiretta dei telefilm di “don Matteo” ma deve, tanto per fare un esempio, coordinare e gestire unitariamente i musei lanciando (come fa ad esempio da anni Orvieto) il biglietto unico per tutti musei della città (superando la deleteria tentazione eugubina della gestione separata dei piccoli musei ciascuno dei quali pretende di fare da sé senza coordinarsi con gli altri) per poi avviare anche una
    conferenza programmatica al fine di migliorare tutta la filiera del turismo.

 

 

 

Nota della Redazione

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