IA, Iaria (M5S): chi guadagna paga il 15%, chi perde il lavoro paga tutto da solo
(ASI) Roma, - "Il dibattito sull'intelligenza artificiale è bloccato su una domanda mal posta. Si discute se creerà o distruggerà posti di lavoro. È una contabilità che serve a poco.
Alcune mansioni spariranno, molte altre si trasformeranno e chiederanno competenze diverse da quelle che il lavoratore ha oggi. Il punto politico è chi si accolla il costo di quella trasformazione. L'Organizzazione Internazionale del Lavoro stima che nei paesi ad alto reddito circa un terzo delle occupazioni sia esposto all'intelligenza artificiale generativa. La direzione conta più della cifra. Il mercato si polarizza verso l'alto e verso il basso, mentre le qualifiche intermedie vengono compresse: è la fascia che tiene insieme il ceto medio produttivo del Paese. Oggi il conto della riconversione ricade sul singolo. Mesi di formazione fuori dall'orario di lavoro, redditi discontinui, mobilità territoriale, competenze da rifare a cinquant'anni. Nel frattempo l'asimmetria fiscale è documentata. Le prime venticinque imprese digitali mondiali hanno versato nel 2024 un'imposta effettiva del 14,8% sui profitti. Un'impresa italiana ne paga circa il doppio, un lavoratore dipendente paga l'aliquota piena. Le perdite si distribuiscono, i benefici si concentrano. È un tema di classe prima che di innovazione. Il quadro internazionale si è mosso nella direzione opposta. Dopo il G7 del 2025 e l'accordo presentato in sede OCSE nel gennaio scorso, i gruppi con capogruppo statunitense sono di fatto usciti dal perimetro della tassazione minima globale. Il governo italiano, nell'incontro dell'aprile 2025 alla Casa Bianca, si è impegnato a garantire un ambiente non discriminatorio sulla tassazione dei servizi digitali. Tradotto: ha rinunciato a chiedere il conto. Il M5S lavora in una direzione molto diversa, in Italia e al Parlamento europeo, per un prelievo effettivo sui grandi gruppi che da questo settore stanno realizzando profitti record. Con un vincolo preciso: quelle risorse devono finanziare un fondo per la transizione professionale, non finire nel calderone. Servono poi formazione continua certificata dentro l'orario di lavoro, obblighi di informazione e consultazione sindacale prima dell'adozione di sistemi che modificano l'organizzazione del lavoro, coerenti con l'AI Act, e clausole occupazionali vincolanti negli appalti pubblici che acquistano soluzioni algoritmiche. La pA è il primo grande compratore di intelligenza artificiale in Italia, non può finanziare con denaro pubblico una transizione di cui poi paga anche i costi sociali. Le ristrutturazioni industriali degli anni Novanta sono state pagate dalla fiscalità generale, mentre i guadagni di efficienza restavano privati. Con l'intelligenza artificiale quello schema si può ripetere su scala molto più ampia. Governarlo è una scelta politica, e va fatta adesso".
Lo dichiara il deputato Antonino Iaria, capogruppo M5S in Commissione Trasporti.
ASI precisa: la pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell'autore e/o dell'intervistato che ci ha fornito il contenuto. L'intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Il giornale ASI è a disposizione degli interessati per pubblicare comunicati o repliche. Invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati e a consultare più fonti.