Follia nell'investimento dei ciclisti a Lanzo, Bussone(UNCEM): costruire nuova cultura del ciclismo - che è montagna - anche con corsie delimitate"
(ASI)"L'episodio gravissimo di totale follia oggi a Lanzo, con l'investimento di sei ciclisti, non è solo un atto da condannare come quello di un pazzo, che sfoga così la sua rabbia.
È uno dei troppi incidenti sulle strade che coinvolgono ciclisti, fino alla loro morte. Tanti, troppi, come ci ricorda la Fondazione Scarponi. Uno sarebbe troppo. Una legge non basta. L'episodio gravissimo di oggi tra Lanzo e Coassolo, a pochi chilometri di Torino ci dice alcune cose. Che occorre costruire un'altra cultura del ciclismo. Che è montagna. E la Montagna è ciclismo, come Uncem dice da sempre. I ciclisti hanno urgenza di impegni politici a loro supporto. Leggi e cultura. Una norma non basta. Non più fila indiana dei ciclisti sulle strade, ma si deve spiegare a tutti gli utenti delle strade che viaggiare al centro strada per un ciclista, o un gruppo, è più sicuro per tutti. Si superano i ciclisti come un'auto. Nuova cultura, uguale nuovo modello di sviluppo per la fruizione del territorio. E tracciamo finalmente sulle carreggiate linee delimitanti le parti di strade per i ciclisti. Come in Francia". Lo afferma in una nota Marco Bussone, Presidente Uncem, dopo il gravissimo fatto di oggi a Lanzo.
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