ASI) Ritorna in auge( la riforma della legge elettorale dopo la possibilità di deposito di un emendamento di Fratelli d'Italia, istruito per introdurre le preferenze nel sistema di voto. A confermare questa prospettiva è stato il presidente del Senato, Ignazio La Russa, intervenendo a margine di un convegno a Roma.
La discussione sulle preferenze si inserisce nel quadro dell'iter della proposta di riforma della legge elettorale, che è stata già depositata dalla maggioranza durante i primi mesi dell’anno. Il testo, che sostituirebbe l'attuale Rosatellum, prevede un sistema prevalentemente proporzionale con un premio di maggioranza e altri meccanismi finalizzati a garantire maggiore stabilità di governo. Fin dalla presentazione della proposta uno dei punti più dibattuti riguardava l'eventuale introduzione delle preferenze, ossia la possibilità per gli elettori di indicare direttamente il candidato da eleggere all'interno della lista prescelta.
Nel corso dell'esame parlamentare sono emerse posizioni differenti anche all'interno della stessa maggioranza. Fratelli d'Italia ha più volte infatti manifestato l'intenzione di sostenere l'introduzione delle preferenze, mentre Lega e Forza Italia hanno invece espresso riserve. A questo punto, già nei mesi scorsi Giovanni Donzelli, responsabile dell’organizzazione del partito, aveva dichiarato che FdI avrebbe lavorato per una riforma capace di garantire contemporaneamente stabilità di governo e possibilità per gli elettori di scegliere i propri rappresentanti attraverso le preferenze. Successivamente lo stesso Donzelli aveva confermato l'intenzione di presentare un emendamento qualora il testo della riforma fosse arrivato in Aula senza questa modifica.
Allo stato attuale non è stata ancora assunta una decisione definitiva. L'eventuale presentazione dell'emendamento rappresenterebbe così un nuovo passaggio cruciale dell'iter parlamentare e la sua approvazione, a questo punto dipenderà dal voto delle Camere. Come ricordato dallo stesso La Russa, sarà infatti il Parlamento a decidere se inserire o meno le preferenze nel testo definitivo della nuova legge elettorale
Carlo Armanni - Agenzia Stampa Italia



