Scuola, Meloni annuncia il tetto agli studenti stranieri: il governo prepara la stretta
(ASI) Roma - Quasi in finale di legislatura, il governo prepara uno tra i più discussi interventi sulla scuola, riguardante l’introduzione di un tetto massimo, relativamente alla presenza degli studenti con cittadinanza non italiana nelle classi.
Domenica scorsa a Roma, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha infatti anticipato l'arrivo in Consiglio dei ministri di un provvedimento che dovrebbe introdurre per legge un numero massimo di studenti stranieri per classe. La misura dovrebbe essere inoltre accompagnata dall'obbligo, per i genitori degli studenti stranieri con gravi difficoltà di inserimento scolastico, di imparare l'italiano e da un divieto per burqa e niqab a scuola.
“L’idea” Meloni in realtà non è completamente originale, in quanto sin dal 2010, esiste un limite alla concentrazione degli alunni con cittadinanza non italiana: la circolare ministeriale n. 2 dell'8 gennaio di quell'anno indicava, di norma, una soglia massima del 30% per classe. La regola è stata successivamente richiamata nelle circolari sulle iscrizioni del Ministero dell'Istruzione e del Merito. L’intento del Governo è quello di trasformare quelle indicazioni in una forma legislativa stabile e organica.
La questione non è di poco conto. Oltre agli aspetti legati alla cultura, all’inclusione e alla diversità, i dati ufficiali del Ministero relativi all'anno scolastico 2023-2024 stimavano allora, la presenza di quasi 900.000 alunni con cittadinanza non italiana frequentanti le scuole statali, una fetta particolarmente significativa della popolazione studentesca, pari al 12% circa. Inoltre ci sono aspetti logistici da considerare, in quanto le famiglie, soprattutto nella scuola dell'infanzia e primaria, scelgono normalmente gli istituti presenti nel territorio limitrofo in cui vivono. Se una determinata zona presenta una forte concentrazione di famiglie straniere, distribuire gli alunni per rispettare una percentuale prefissata può diventare un compito molto complesso da assolvere.
La proposta ha già ovviamente aperto un delicato confronto politico e istituzionale. Il presidente della Cei Matteo Zuppi ha richiamato il principio di una scuola inclusiva, mentre il presidente del Senato Ignazio La Russa ha risposto definendo demagogiche le critiche dell'opposizione. D’altro canto, il ministro dell'Istruzione, Giuseppe Valditara, ha sostenuto la necessità di evitare discriminazioni e di intervenire sulle difficoltà linguistiche che possono realmente ostacolare l'integrazione e il conseguente successo scolastico.
Carlo Armanni - Agenzia Stampa Italia
Foto AI ChatGPT su prompt di Carlo Armanni
ASI precisa: la pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell'autore e/o dell'intervistato che ci ha fornito il contenuto. L'intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Il giornale ASI è a disposizione degli interessati per pubblicare comunicati o repliche. Invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati e a consultare più fonti.