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Politica Nazionale

Fima, manifestazione a Roma: gli agricoltori insieme ai lavoratori

Di Redazione ASI 13 Marzo 2012 – 12:29 2 min di lettura

(ASI) Lettere in Redazione. Roma - E’ stata ricorrente la domanda fatta dai tanti giornalisti presenti lungo il corteo della Fiom: “che ci fate voi agricoltori a Roma con i lavoratori?” La risposta non poteva essere diversa: “Oggi la tutela del lavoro e del reddito ad ogni livello, dipendente e autonomo, e’ una priorità per tutti. E siamo pronti a sostenere altre iniziative perche’ il tema della giustizia sociale e di un’ equa distribuzione dei redditi non puo’ lasciare insensibile nessuno.

Ci saremmo augurati che alla manifestazione avessero aderito tutte le organizzazioni sindacali agricole le quali nelle interviste riconoscono la natura strutturale della crisi, ma pensano che sia sufficiente dichiararla senza scendere in campo”. Lo ha dichiarato Saverio De Bonis, Coordinatore della Fima, Federazione Italiana Movimenti Agricoli, in occasione della manifestazione dei lavoratori in cui erano presenti delegazioni di agricoltori di molte regioni.

“Gli agricoltori non ce la fanno perché per produrre cibi sani spendono piu’ di quello che guadagnano - ha sottolineato De Bonis - ma i prodotti agricoli valgono sempre meno, mentre i consumatori pagano il cibo a caro prezzo. Di fronte a questo scenario il governo non puo’ opprimerci di tasse e chi si straccia le vesti per il ruolo politico che assumono i lavoratori, dovrebbe ripensare alla propria azione. Legittimare lo scippo subito dagli agricoltori, che sì impoveriscono, a favore delle industrie e della grande distribuzione, le uniche che ci guadagnano, e’ inaccettabile per la società italiana”.

 E’ arrivato il momento di richiamare l’ attenzione. “L’ allarme che abbiamo lanciato a Roma di fronte a migliaia di consumatori inconsapevoli - prosegue il coordinatore - supera i confini corporativi ed investe altre sfere comuni: la salute, l’ ambiente, il paesaggio, il presidio del territorio, oggi sempre piu’ compromessi come il lavoro”.

 La questione ormai assume rilevanza di carattere generale. Il comparto agricolo e’ strategico ma alcuni aspetti sono sottovalutati. Ad esempio, si pensi all’ impatto di un’ alimentazione contaminata, derivante da certe importazioni, sui bilanci sanitari dello Stato!

 Gli industriali trovano convenienza ad approviggionarsi di materie prime straniere, spesso di scarsa qualità, spacciate per made in Italy e chi ci rimette sono i consumatori che, disinformati, vedono aumentare patologie e intolleranze. Oltre allo Stato che invece di proteggere un’ agricoltura sana e forte, come fanno altri paesi europei, favorisce così le multinazionali farmaceutiche e alimentari, a danno dei bilanci sanitari pubblici.

“Bisogna, dunque, lottare insieme per uscire dalla crisi - ha concluso dal palco della piazza romana il portavoce degli agricoltori - e tornare ad un mercato orientato alla società, in cui il cibo diventi un bene comune e l’ uomo abbia un ruolo centrale senza consentire a nessuno di calpestare la dignità, i diritti e la democrazia”.

 Salvaguardare l’ agricoltura significa tutelare il bene comune; perché la terra è bene comune!



Nota della Redazione

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