(ASI) Torna al centro del dibattito politico italiano la proposta di modifica della legge elettorale firmata dai partiti della maggioranza di centrodestra.
Il testo, presentato alla Camera e al Senato da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati, punta a superare l’attuale sistema del Rosatellum, la legge con cui l’Italia ha votato alle elezioni politiche del 2018 e del 2022.
L’attuale legge elettorale, nota appunto come Rosatellum, prende il nome dall’ex deputato Ettore Rosato ed è entrata in vigore dal 2017. Si tratta di un sistema misto, in cui circa un terzo dei parlamentari viene eletto nei collegi uninominali, ossia dai collegi territoriali in cui vince il candidato che prende un voto in più degli altri, mentre i restanti seggi vengono assegnati con metodo proporzionale, un sistema che distribuisce i seggi in base alla percentuale di voti ottenuta dai partiti.
È opinione di molti esponenti della maggioranza, secondo i quali il Rosatellum, alle prossime elezioni, rischierebbe di produrre un Parlamento senza una maggioranza chiara; per questo motivo, si sono riaccese le discussioni interne. Il centrodestra sostiene che l’attuale equilibrio tra coalizioni potrebbe rendere molto più contendibili i collegi uninominali rispetto al 2022, quando la coalizione guidata da Giorgia Meloni ottenne una larga vittoria proprio grazie ai collegi maggioritari.
La proposta depositata in Parlamento, indicata informalmente con il nome di Stabilicum, è invece un progetto che prevede l’abolizione della maggior parte dei collegi uninominali e l’introduzione di un sistema prevalentemente proporzionale corretto da un premio di governabilità, meccanismo che assegna seggi aggiuntivi alla coalizione vincente, per garantire una maggioranza più significativa e quindi più stabile: il premio scatterebbe per la coalizione o lista in grado di raggiungere almeno il 40% dei voti. Se la soglia non viene raggiunta, è previsto una sorta di ballottaggio tra le forze che hanno ottenuto almeno il 35% dei voti.
La proposta di nuova legge elettorale è ora all’esame della Commissione Affari costituzionali della Camera. In questa fase sono in corso audizioni tecniche con costituzionalisti ed esperti di sistemi elettorali. Successivamente potranno essere presentati emendamenti, ossia delle modifiche al testo legislativo, prima dell’approdo in Aula. Per entrare in vigore, la riforma dovrà essere approvata sia dalla Camera sia dal Senato.
Carlo Armanni - Agenzia Stampa Italia



