(ASI) «L'incontro di oggi all'Ambasciata d'Italia presso la Santa Sede ha segnato un passaggio inedito sul piano diplomatico: l'impegno espresso dalla Santa Sede a favorire la costruzione di una rete internazionale tra gli Stati per contrastare la maternità surrogata e promuovere una risposta condivisa contro la mercificazione di donne e bambini».
Così, in una nota, Maria Rachele Ruiu, portavoce di Pro Vita & Famiglia, commenta l'evento "Un fronte comune per la dignità umana: prevenire la mercificazione di donne e bambini nella maternità surrogata", che ha visto l'intervento del ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità Eugenia Roccella, e del cardinale Paul Richard Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati della Santa Sede.
Nel corso dell'incontro, il ministro Roccella ha ribadito la necessità di creare una convergenza globale tra gli Stati, in seno alle Nazioni Unite, per contrastare la pratica dell'utero in affitto e arrivare quanto prima a una moratoria internazionale sulla maternità surrogata "cross-border", utilizzata per aggirare le legislazioni nazionali. Il cardinale Gallagher ha invece sottolineato come l'unica soluzione sia l'abolizione e il divieto globale di questa pratica che – ha ricordato – "programma la separazione tra madre e figlio, comportando una lesione della dignità sia del bambino sia della madre e riducendo il corpo femminile a strumento di servizi riproduttivi".
«Per conto di Pro Vita & Famiglia – ricorda Ruiu – lo scorso 19 novembre ho consegnato nelle mani della Relatrice Speciale ONU contro la violenza sulle donne e le ragazze, Reem Alsalem, le oltre 22.000 firme raccolte dall'associazione in Italia a sostegno del Rapporto Speciale A/80/158, più volte citato anche oggi, con cui Alsalem raccomanda all'Assemblea Generale di promuovere un bando globale della maternità surrogata, con sanzioni per committenti, agenzie e cliniche. Ci auguriamo che l'incontro di oggi tra il ministro Roccella e il cardinale Gallagher – conclude Ruiu – e l'impegno espresso dalla Santa Sede nel favorire una rete internazionale tra gli Stati diano slancio alle iniziative a favore di un divieto globale della maternità surrogata».



