Dazi, Marattin (PLD): "Accordo pessimo, ma il migliore possibile. La Ue rifletta su come evitare in futuro situazioni così"

(ASI) "Risulta difficile dare un giudizio di insieme quando ancora su tanti elementi non si hanno informazioni precise. Uno su tutti: che succede al farmaceutico, che rappresenta il primo settore italiano di export negli USA". Così in una nota Lugi Marattin, deputato e Segretario del Partito Liberaldemocratico, in un post su social, a margine dell'accordo UE-USA sui dazi.

"Tuttavia si possono fare un po' di considerazioni sparse", prosegue Marattin, che aggiunge: "Il presidente USA è una delle cose peggiori che siano capitate al mondo occidentale negli ultimi 30 anni: ha un atteggiamento imprevedibile, arrogante, si muove senza alcuna logica e quando ce l'ha è quella sbagliata. 

Interpreta la politica come una negoziazione di immobili di basso livello, e sta facendo danni immaginabili allo stesso concetto di "occidente", con conseguenze che ne' lui ne' il suo "cerchio magico" riescono probabilmente neanche a capire. Tuttavia, è stato eletto dai cittadini americani, e pure con una valanga di voti. Quindi è con questa situazione che dobbiamo fare i conti fino al 2028: con questo atteggiamento, con questa arroganza, con questa irrazionalità. C'è però chi dice a fronte di questo atteggiamento, avremmo dovuto rispondere con altrettanta durezza. 'A brigante, brigante e mezzo', si diceva una volta. Per quanto questo scenario sia affascinante per i nostri ego da macho, vale la pena rifletterci un po'".

"L'Europa non ha - come ad esempio la Cina sulle terre rare - un asset negoziale in grado di soddisfare la condizione necessaria per questo genere di rappresaglie: fare male all'avversario più di quanto ce ne faccia a noi stessi. Non ce l'ha perché da tempo l'economia europea ha scelto la strada della dipendenza energetica, col folle "no" al nucleare, e della mancanza di innovazione: se non inventi o produci cose nuove di cui il mondo ha bisogno, non hai vere armi negoziali). Qualsiasi "bazooka", vero e presunto, che la Ue avesse messo in atto seguendo la politica del macho, avrebbe fatto molto peggio a lei stessa che a Trump. Perché i nostri mercati finanziari non sono integrati (e quindi più deboli, e quindi più esposti a crisi di panico), perché non abbiamo un safe asset unico che funga da bene rifugio in caso di tensioni forti, perché abbiamo scelto - non dotandoci di una governance decente - di essere il vaso di coccio della politica mondiale, tra i vasi di ferro cinese e americana", sottolinea Marattin.

"Cosa vuol dire, che l'accordo raggiunto in Scozia è buono? No. È pessimo. Ma probabilmente era il migliore possibile. Per giudicarlo nella sua interezza non possiamo non attendere di sapere cosa succederà ai nostri due settori più importanti, farmaceutico e agroalimentare, su cui non si sa ancora nulla. Nel frattempo registriamo - rispetto alle ultime settimane - la diminuzione del dazio sulle automobili e l'incremento del 5% sulla maggior parte degli altri beni. Personalmente non mi impressionano le promesse sui 750 mld di energia acquistata in 3 anni o i 600 mld di investimenti in USA: si tratta di sparate che servono solo alla propaganda machista di Trump, probabilmente alla fine dei conti non avranno effetti pratici rilevanti. Del resto, avete detto no al nucleare? E allora l'energia da qualche parte dobbiamo comprarla", prosegue Marattin.

"Quella che vi ho raccontato è una storia di un bullo pericoloso, ma senza supereroi a contrastarlo. Perché la triste verità è che per avere supereroi bisognava aver avuto il coraggio, in passato, di fare le scelte tali da permettere di farli nascere e crescere. Altrimenti serve solo a fare un po' di scena consolatoria", conclude Marattin.

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