DDL Femminicidio, M5S: Anche uomini siano protagonisti di cambio culturale 

(ASI) Roma – “Esiste una questione maschile. Dobbiamo essere protagonisti noi per primi di una trasformazione culturale degli uomini, che ribalti la mentalità maschile e trasformi i nostri figli in modelli positivi, in grado di cambiare tutta la società.

Abbiamo una grande responsabilità noi maschi. Modificare i paradigmi culturali richiede tempo e impegno, per questo sono i nostri figli la speranza per il futuro. Come uomini delle istituzioni dobbiamo agire tutti, dobbiamo essere ciascuno parte della soluzione”. Così in aula il senatore M5S Marco Croatti durante la discussione generale sul ddl femminicidio.

“Viviamo in una società – dichiara la senatrice M5S Anna Bilotti - in cui è necessario ribadire, anche a livello legislativo, che le donne vengono uccise in quanto donne. Il nostro voto a favore è solo un punto di partenza. Riteniamo giusto che venga introdotto il femminicidio come reato autonomo, ma si poteva fare molto altro già in questo provvedimento. La radice del problema è in una società che colloca gli uomini in una posizione di superiorità innata in virtù della quale si sentono in diritto di considerare le donne come un oggetto e di esercitare su di esse il possesso, fino ad arrivare a privarle della vita. Continueremo a lottare per tutto quello che non si è avuto ancora il coraggio di fare”.

“L’introduzione di questo nuovo reato – aggiunge la senatrice M5S Alessandra Maiorino - era una svolta assolutamente necessaria a cui il M5S non poteva sottrarsi. Il nostro ruolo si è confermato essenziale nell’essere riusciti a trovare una equilibrata formulazione del testo attraverso un coordinamento che ha consentito un’inversione a U. Era importante scrivere quella parola nel nostro codice. C’è un tema su cui noi ci battiamo da sempre: le fragilità maschili. Tanti uomini fanno ancora oggi fatica a riconoscere nelle donne delle soggettività libere. È questo che è alla base non solo del femminicidio, ma anche di quella violenza che molte di noi subiscono nell’intero corso della propria vita senza arrivare a essere uccise. Per questo è importante sostenere percorsi per uomini maltrattanti. Con un nostro ordine del giorno abbiamo proposto di impegnare fondi in percorsi che sostengono e supportano gli uomini che si rendono conto di avere un problema col possesso e nel gestire la rabbia, sono fondamentali nella prevenzione. Non fermiamoci qua, ci sono tanti altri temi su cui lavorare lasciando da parte le ideologie, dal tema del consenso a quello dello stupro utilizzato come arma di guerra, fino ad arrivare al tema del cognome materno e a quello del congedo paritario. Se l’uguaglianza è un valore costituzionale, non possiamo vederci divisi. Lo dobbiamo ai nostri figli e alle nostre figlie”.

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