L'Appello di S. Valdegamberi al Presidente della Repubblica  e al Governo: fermiamo la deriva autoritaria dell'UE. L’Italia dica no al Pacchetto da 800 miliardi per il riarmo europeo

“Bypassare il Parlamento Europeo per imporre un pacchetto di 800 miliardi per le armi viola le regole del Trattato e lo spirito della Costituzione Italiana e della stessa Unione Europea. Fermiamo questa deriva folle e irrazionale”.

(ASI) "Ursula von der Leyen ha annunciato alla conferenza dei capigruppo dell'Eurocamera l'intenzione di bypassare il voto del Parlamento europeo sul piano ReaArm Europe, utilizzando l'articolo 122 dei trattati dell'Unione Europea. Tale articolo consente all'esecutivo UE di portare un testo direttamente al Consiglio UE, senza il passaggio in aula, in caso di emergenze o catastrofi. La Presidente ha dichiarato: "So che l'articolo 122 non vi piace, ma è lo strumento più rapido fornito dai trattati".

Questo strumento, pensato per emergenze eccezionali, viene usato impropriamente per imporre un pacchetto da 800 miliardi di euro per il riarmo europeo, senza alcun dibattito parlamentare. È un atto autoritario e anti-democratico. Si chiede ai 27 Paesi europei di indebitarsi per i prossimi anni, aumentando il debito pubblico, senza un minimo di dibattito in un Parlamento ormai svuotato di reali poteri. Che democrazia è questa? E quale sarebbe l'emergenza, dato che si tratta di un progetto che si sviluppa nei prossimi anni?

L'Italia deve prendere le distanze! I cittadini italiani perderanno ogni fiducia nelle Istituzioni, in primis quelle europee, sempre più percepite come anti-democratiche e sempre meno rappresentative della volontà popolare. L'Italia ripudia la guerra come strumento per la risoluzione delle controversie internazionali!

Secondo la von der Leyen, l'articolo 122 è giustificato da una presunta "emergenza esistenziale" per l'Europa – evocata anche dal presidente francese Macron nel suo discorso alla nazione – legata alle minacce alla sicurezza e al conflitto in Ucraina. In sostanza, la minaccia sarebbe rappresentata dalla Russia, che sarebbe pronta a invadere l'Europa. Una tesi ripetuta a pappagallo dagli zelanti adulatori dell'establishment bellicista, dai vari “no-pax”, ma che rimane priva di fondamento reale. Creare paura per giustificare l'emergenza e misure straordinarie: è questa la tecnica delle lobby che guidano la politica europea?

Basta seminare terrore e paure ingiustificate, spingendo verso nuovi e più estesi conflitti che finiranno per coinvolgere le popolazioni dell'Unione. Per l'Italia, questo significa aumentare il deficit da un minimo di 88 miliardi di euro a un massimo di 120 miliardi di euro in quattro anni, indebolendo una già fragile economia e sottraendo risorse al sociale, alla sanità e alle imprese.

Il rilancio dell'Europa deve avvenire con la diplomazia, con investimenti nella conoscenza e nella tecnologia per creare vantaggi competitivi, non attraverso le armi. Vanno ridotti i costi energetici e la pressante burocrazia, anche degli apparati eurocratici.

Aumentare ora la pressione fiscale per fare investimenti che, tra l'altro, andranno a beneficio di Stati extra-UE è una scelta folle che caricherà ancora di più di debiti le generazioni future.

Faccio appello al Presidente della Repubblica e al Governo Italiano, anche a nome di molti cittadini che, inermi e impotenti, non condividono queste scelte scellerate, assunte con metodi autoritari, affinché si fermi questa schizofrenica e irrazionale deriva autoritaria delle Istituzioni europee che contraddice lo spirito stesso dei padri fondatori." Così in una nota Stefano Valdegamberi, Presidente del Gruppo Misto della Regione Veneto.

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