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Politica Nazionale

Luca Locatelli intervista Roberto Jonghi Lavarini

Di Redazione ASI 14 Novembre 2024 – 16:59 3 min di lettura

 

(ASI)Intervisto, per la prima volta, Roberto Jonghi Lavarini, 52 anni, dei quali 38 di militanza politica nella destra italiana (MSI, AN, Fiamma Tricolore, Fratelli d'Italia), molto diverso dal famigerato estremista "barone nero" descritto dai mass media, una persona aperta e cordiale: padre di tre figlie femmine, laureato in scienze politiche e sociologia, consulente immobiliare, colto e appassionato studioso di storia, geopolitica e antropologia, diritto nobiliare e cerimoniale, vero aristocratico impegnato nel volontariato.

Ci presenti la sua ultima creatura politica, il misterioso CM360 con un logo altrettanto enigmatico, da film di fantascienza...

Si tratta di un "circolo multipolare a trecento sessanta gradi", un gruppo culturale, apartirico, che si occupa di metapolitica e geopolitica, informazione e formazione. Ci ispiriamo liberamente, non in maniera dogmatica, alla tradizione evoliana e alle teorie del filosofo tradizionalista russo Alksandr Dugin. Il logo è un simbolico ordine cosmico, un sole che irradia i suoi luminosi e caldi raggi (di sapienza, giustizia e pace) sul mondo intero.

Quindi, in sintesi, siete putiniani?

Siamo patrioti identitari e sociali che vogliono semplicemente che l'Italia e l'Europa occidentale siano libere, forti e indipendenti, e si possano sviluppare in pace e amicizia con i naturali fratelli dell'Europa orientale della quale Mosca, Terza Roma, è storico punto di riferimento. In questo senso siamo politicamente filo russi, in quanto consapevoli patrioti eurasiatici.

Cosa ne pensa del ritorno di Trump alla presidenza USA? E quali conseguenze avrà questa svolta per l'Italia e il mondo intero?

Se alle precedenti elezioni USA non ci fossero stati i brogli organizzati dal "deep state", Trump sarebbe già presidente. Ora è tornato acclamato dal voto popolare ed è una buona notizia per tutti. Io ho personalmente conosciuto due suoi importanti consiglieri, con i quali sono ancora in contatto diretto: Steve Bannon e Bob Kennedy, due veri patrioti anti mondialisti. Trump non scatenerà nuove guerre, tantomeno una mondiale nucleare, e pragmaticamente, con Putin, troverà un giusto accordo sulla povera martoriata Ucraina. Poche speranze ho invece per la Terra Santa e il Medio Oriente, il Libano e la Palestina, visto la persistenza, anche nella futura amministrazione americana, della ricchissima e influente lobby ebraica sionista.

Un commento politici invece alle diverse situazioni italiana ed europea?

Non mi occupo più di politica partitica ed elezioni. Sono socio del movimento Unione Patriottica, ho tanti amici in Fratelli d'Italia, seguo e stimo sia il generale Roberto Vannacci che l'ex comunista Marco Rizzo. La Meloni, poveretta, diciamo fa il possibile... il problema vero è sistemico, ovvero siamo ancora una colonia americana che dipende dai trattati segreti post bellici. Quanto a questa Unione Europea dei burocrati e dei banchieri: nulla ha più a che fare con la vera Europa dei popoli e delle patrie, dei lavoratori e delle imprese, tantomeno con la nostra grande civiltà classica e cristiana. L'Europa sta alla UE come un corpo sano al cancro che lo sta divorando dall'interno.

La si vede spesso come opinionista in TV locali e la sentiamo come ospite a La Zanzara...

Giuseppe Cruciani è persona gentile e corretta e da spazio a tutti, un vero liberale, ma, sinceramente, sono stufo di dovere rispondere sempre alle stesse domande, peraltro provocatorie, solo sul passato, su fenomeni storici lontani, del secolo e del millennio scorso. Vorrei parlare invece di attualità, di geopolitica, di sovranità monetaria, di cultura, arte e dimore storiche, del mio lavoro nel settore immobiliare, della mia passione per l'araldica e gli ordini cavallereschi, del mio popolo Walser del Monte Rosa, di enogastronomia...

"Il barone nero" profascista, filorusso, antisionista (sua la definizione in una recente intervista ad altro media), rinnega se stesso?

Mai, assolutamente! Nemmeno il mio antico soprannome politico goliardico, datomi da Gianni Stornaiuolo (storico esponente della destra a Milano) ad un congresso del MSI, oltre trent'anni fa. Dico solo che, da tempo, mi stanno strette vecchie etichette, vecchi schematismi e linguaggi, persino gloriosi simboli che vanno certo conservati ma nel giusto modo, nel cuore e nell'esempio. Ma la farfalla che vola non può rinnegare il suo essere stato bruco e crisalide.

Nota della Redazione

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