(ASI) "Il governo Meloni ha presentato il suo nuovo pacchetto sicurezza e, ancora una volta, confonde repressione con protezione dei cittadini". Lo afferma in una nota Giovanni Barbera, membro della Direzione nazionale di Rifondazione Comunista.
"Dietro la retorica dell'allarme sociale si nasconde un disegno politico chiaro: comprimere libertà e spazi di conflitto, colpire poveri, migranti e giovani, mentre rimangono intoccati i veri responsabili della crisi sociale".
"L'insicurezza reale nasce da precarietà, salari da fame, caro-affitti e tagli al welfare. Il governo risponde con zone rosse, poteri speciali ai prefetti, fermo preventivo e misure punitive contro chi manifesta. Tutto ciò non è sicurezza, ma controllo sociale. E rappresenta una pericolosa deriva democratica, dove il dissenso diventa ancora una volta un problema da sanzionare".
"La vera sicurezza – conclude Barbera – si costruisce con diritti sociali, lavoro stabile, scuole e servizi pubblici. Tutto il resto è propaganda repressiva che aumenta povertà, disuguaglianze e tensioni sociali".



