Quale futuro per l'Europa?

(ASI) Bruxelles - Mentre gli Stati Uniti col nuovo presidente Donald Trump si accordano con la Russia di Vladimir Putin di fatto per dargli mano libera nel Donbass e per rinnovare a tutta forza il loro ruolo di "gendarmi del mondo", in realtà facendo esclusivamente i loro interessi statali rapendo Maduro presidente del Venezuela e pretendendo il petrolio dello Stato latino - americano, abbordando navi straniere in acque internazionali come i Corsari del Settecento, minacciando di accaparrarsi la Groenlandia sotto sovranità della Danimarca (ossia uno degli Stati membri della Nato e della UE), di minacciare attacchi all'Iran, a Cuba, alla Colombia, al Messico, al Brasile, alla Nigeria, allo Yemen e a tutti coloro che non fanno ciò che è in linea con gli interessi americani, l'Europa, il Vecchio Continente non sa ancora cosa fare, uscito sconfitto e in rovina dalle macerie della Seconda Guerra Mondiale, ricostruita dal Piano Marshall e difesa per decenni dall'ombrello militare americano con i marines che hanno migliaia di uomini in varie parti del continente e in particolar modo nei due grandi Stati sconfitti dalla guerra, la Germania e l'Italia.

Il volgere negativo per l'Ucraina della guerra sulla frontiera est, la minaccia di un conflitto nel Mediterraneo a larga scala e la volontà degli Usa di attaccare la Groenlandia con le sue risorse minerarie ed energetiche da accaparrarsi, ha posto il problema del procacciamento delle risorse e di una politica e di una difesa comune in certi ambiti, con una classe dirigente che però, malata del disfattismo e del complesso di inferiorità degli sconfitti dalla ultima guerra, non tutela assolutamente efficacemente né gli interessi europei, né dei singoli Stati. 

 L'Europa, con i suoi 500 milioni circa di abitanti, si trova a un drammatico bivio, se accettare la pericolosa sfida di cercare di restare protagonista nel nuovo ordine mondiale dove conteranno veramente solo le superpotenze continentali, ossia gli Usa, la Russia, la Cina, e l'India, il redivivo Commonwealth britannico, rischiando di fare sprofondare il Vecchio Continente in una nuova guerra mondiale contro le altre superpotenze che non vorranno perdere la supremazia, oppure continuare a tutelare con i propri governi i singoli interessi nazionali, giostrando fra le alleanze ora con una ora con un'altra potenza mondiale, ma riducendosi a potenze di secondo ordine e trasformando i 500 milioni di abitanti in un grande mercato per i prodotti soprattutto americani e cinesi.

I fantasmi del passato tornano a galla, sia quelli dei processi unitari del passato  (es.:Sacro Romano Impero, Asburgo di Spagna, Napoleone, Asburgo d'Austria) sia quelli attuali di questa UE delle lobby finanziarie e tecnocratiche che soffocano le identità e gli interessi nazionali dei Popoli; ma anche gli spettri delle due guerre mondiali scaturite dal radicale nazionalismo degli Stati Nazione ottocenteschi e della prima parte del Novecento.

Siamo giunti a un bivio della storia, chi vivrà vedrà che succederà, intanto la fortezza d'Europa vacilla assediata da est, ovest e invasa da Sud in questa silente Terza Guerra Mondiale del XXI secolo. 

Cristiano Vignali - Agenzia Stampa Italia. 


Immagine generata da Gemini programma di Intelligenza artificiale 

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