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(ASI) Secondo l'Istituto nazionale di statistica nel mese di gennaio 2012 l'indice destagionalizzato del clima di fiducia del settore manifatturiero scende lievemente, passando a 92,1 da 92,5 del mese di dicembre.

I giudizi sugli ordini migliorano, mentre le attese di produzione peggiorano; il saldo dei giudizi sul livello delle scorte di magazzino diminuisce.

L'indice scende da 91,2 a 90,2 nel comparto produttore di beni strumentali e da 95,0 a 93,9 in quello dei beni di consumo, mentre aumenta da 90,9 a 91,7 nei beni intermedi.

Secondo le consuete domande trimestrali sulla capacità produttiva, nel quarto trimestre 2011 il grado di utilizzo degli impianti scende a 70,4% da 71,7% del terzo trimestre; la durata della produzione assicurata sulla base dell'attuale portafoglio ordini rimane stabile a 3,1 mesi.

Nel quarto trimestre la quota di operatori che segnala la presenza di ostacoli all'attività produttiva rimane invariata al 44%.

Nel mese di gennaio 2012 l'indice destagionalizzato del clima di fiducia delle imprese di costruzione sale a 82,2 da 80,2 di dicembre.

Migliorano sia i giudizi sugli ordini e/o sui piani di costruzione, sia le attese sull'occupazione.

L'indice sale da 71,0 a 77,2 nella costruzione di edifici e da 77,7 a 83,6 nell'ingegneria civile, ma scende da 90,2 a 86,0 nei lavori di costruzione specializzati.

Per quanto riguarda le imprese dei servizi e del commercio al dettaglio l'Istat comunica che nel mese di gennaio l'indice destagionalizzato del clima di fiducia scende ancora . In particolare, l'indice cala da 80,2 a 76,4 nei servizi di mercato e da 81,7 a 78,4 nel commercio al dettaglio.

Nei servizi peggiorano sensibilmente le attese sulla situazione economica generale del paese; migliorano, invece, i giudizi e le attese sul livello degli ordini.

Sono stabili i giudizi e le attese sull'occupazione, peggiora il saldo relativo all'andamento degli affari. Risalgono nuovamente le attese sulla dinamica dei prezzi di vendita.

Nel commercio al dettaglio il clima di fiducia scende in entrambe le tipologie di vendita. In particolare, l'indicatore cala da 68,1 a 65,5 nella grande distribuzione e da 93,5 a 88,6 nella distribuzione tradizionale.

Continuano a peggiorare le attese e, soprattutto, i giudizi sulle vendite; cala il saldo relativo alle scorte di magazzino.

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