Tiboni (MIC): La storica 1000miglia 'inaugurata' con i caccia da guerra: una vergogna, ma denunciamo anche un altro aspetto inquietante

(ASI) "Nata nel 1927 come gara di velocità dall’intuizione di Giovanni Canestrini, Franco Marzotti, Renzo Castagneto e Ayma Maggi, la 1000 miglia è oggi la corsa di regolarità per auto storiche che attraversa gli scenari unici dell’Italia più bella. Un viaggio tra il calore del pubblico e l’entusiasmo dei partecipanti nel solco dello spirito audace e innovatore delle origini”.

Sono queste le parole che appaiono sul sito web 1000 miglia, parole che evocano la bellezza dell’Italia e della corsa di auto storiche ormai definita la "corsa più bella del mondo". Alle 13:30 di mercoledì 16 giugno ha preso il via la 1° tappa Brescia-Viareggio, e come vuole la tradizione, il serpentone delle auto d’epoca ha solcato la via che porta al Castello di Brescia, dove, sempre a quell’ora, per tradizione e buon auspicio era atteso il passaggio delle “frecce tricolore”. Ma questa volta, con l’incredulità dei presenti, a passare sono stati gli aerei da guerra della base militare di Ghedi. Un caso? Assolutamente no! ancora una volta le questioni politiche (di parte) entrano a gamba tesa all’interno di una manifestazione sportiva, trasferendo a livello sociale un chiaro messaggio: “siamo in guerra contro la Russia di Putin”. Tale tesi, evidenzia una “singolare" corrispondenza temporale, dove in un articolo di cronaca apparso sul fatto quotidiano, si porta a conoscenza che presso la base militare di Ghedi non solo sono stivate armi nucleari, ma che a far data dal 16 giugno (guarda un pò che coincidenza) è stato consegnato, sempre alla base militare di Ghedi, il primo F-35 che sgancia le nuove bombe nucleari B61-12. Ma questo non è tutto, mentre è in corso in questi giorni (21-.23 giugno) il summit di decine di Stati mondiali per sostenere il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari, L’Italia (invitata) ha fatto sapere che non parteciperà, possiamo dire c’era era un volta l’Italia che ripudiava la guerra, quale Italia? Quella che non ci rappresenta." Lo dichiara in esclusiva ad Agenzia Stampa Italia con una nota il Coordinatore Nazionale dell’Organizzazione Politica Italia nel Cuore (MIC), Mauro Tiboni. 

 

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