FCA: incassati i 6,3 miliardi del MEF e venduto ai francesi, Tiboni (MIC): “ora la Fiat lascia Torino: altro che rafforzare la filiera automotive italiana"
(ASI) Nel giugno 2020, meno di un anno fa, prendeva il via prestito di Intesa Sanpaolo a Fiat Chrysler con garanzia statale dell’80%. La somma concessa a prestito pari a 6,3 miliardi di euro aveva ricevuto l'ok sia della Corte dei conti, che il via libera dal Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF). La garanzia veniva sottoscritta da SACE, società per azioni del gruppo italiano a partecipazione pubblica Cassa Depositi e Prestiti, specializzata nel settore assicurativo-finanziario. Il prestito concesso a FCA ha avuto non poche polemiche, smorzate dall’arte dialettica del Ministro Roberto Gualtieri che disse: “Un’operazione di sistema con la quale si punta a preservare e rafforzare la filiera automotive italiana e a rilanciare gli investimenti, l’innovazione e l’occupazione in un settore strategico per il futuro economico e industriale del Paese”, aggiungendo inoltre che “il governo verificherà l’attuazione degli impegni assunti da Fca Italy in questa direzione”. Alle parole di Gualtieri si sono aggiunte quelle di Pietro Gorlier, responsabile delle attività europee di Fca, che ha dichiarato: “Un esempio dell’Italia che si unisce per salvaguardare un vitale ecosistema industriale”.
Lo dichiara in esclusiva con una nota il Coordinatore Nazionale dell’Organizzazione Politica Italia nel Cuore (MIC), Mauro Tiboni..
* Nota, ASI precisa: la pubblicazione di un articolo in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati rappresentano pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell'autore e/o di chi ci ha fornito il contenuto. Il nostro intento è di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente invitiamo i lettori ad approfondire sempre l'argomento trattato, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d'interpretazione.
ASI precisa: la pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell'autore e/o dell'intervistato che ci ha fornito il contenuto. L'intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Il giornale ASI è a disposizione degli interessati per pubblicare comunicati o repliche. Invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati e a consultare più fonti.