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Politica Nazionale

Cutrone (Ance Sicilia) : “La Regione non paga le imprese edili da novembre: costretti a licenziare tutti, e per tutti ci vorrà il Reddito di Cittadinanza”

Di Redazione ASI 15 Giugno 2021 – 07:29 3 min di lettura

ancesicilia(ASI) Palermo  – “La Regione dallo scorso mese di novembre non paga le imprese edili che, nonostante tutto, hanno continuato a garantire la prosecuzione dei lavori. Ma, già indebitatesi per eseguire gli stralci non saldati, le nostre imprese hanno potuto mantenere i cantieri, in tempo di pandemia, solo grazie a soldi anticipati dalle banche e ricorrendo a tutti gli aiuti statali possibili.

Adesso, però, non solo non hanno più liquidità né ne ricevono altra, ma in più le banche, pressate dalle nuove e più restrittive norme europee, sollecitano il rientro dei crediti temendo che finiscano in sofferenza. A questo punto non possiamo che comunicare ai sindacati una decisione dolorosa quanto improcrastinabile: siamo costretti a licenziare tutti i lavoratori, a chiudere le imprese e alla fine per tutti ci forse ci vorrà il Reddito di cittadinanza”.
E’ l’amara dichiarazione di Santo Cutrone che, da presidente di Ance Sicilia, dà voce alla disperazione e all’indignazione degli imprenditori associati, stanchi di non ricevere più alcuna risposta dagli assessorati, né al telefono, né alle mail, né negli uffici, neppure su una eventuale previsione di saldo delle somme dovute.
Cutrone ieri ha inviato l’ennesimo sollecito al governatore Nello Musumeci e all’assessore all’Economia, Gaetano Armao, dopo i precedenti andati a vuoto, l’ultimo dei quali consegnato lo scorso 28 aprile. Ma cadono nel vuoto il fare presente la drammatica situazione finanziaria di chi si è sacrificato per mantenere gli impegni assunti e l’evidenziare le conseguenze negative sui livelli occupazionali.
Eppure il Rapporto del Mef ha accertato che nel 2020 le P.a. italiane hanno ridotto i tempi di pagamento delle fatture portandoli addirittura al di sotto della media imposta dall’Ue. Persino la Regione siciliana risultava avere pagato lo scorso anno, in una media di 34 giorni, fatture per quasi 900 milioni di euro su un totale di un miliardo.
Ebbene, per inspiegabili ragioni, dallo scorso mese di novembre quei 100 milioni mancanti sono rimasti sospesi, così come lo sono da gennaio 2021 ad oggi tutte le altre fatture emesse successivamente.
“Ma questa è visione politica, è visione strategica? No, è miopia e negligenza assoluta! – sottolinea Santo Cutrone - . Si fanno continui annunci di sblocco di somme attraverso la riprogrammazione di fondi europei o il superamento dei rilievi della Corte dei conti. Di recente abbiamo anche letto di disposizioni impartite agli assessorati per pagare le fatture inevase. Ma non succede nulla. Perché i burocrati non firmano i mandati di pagamento? E’ possibile che dopo un anno e mezzo di crisi, di restrizioni, ci sia qualcuno, solo in Sicilia, che non compie il proprio dovere, scatenando disastri economici nelle imprese, nelle famiglie dei lavoratori, nel mondo dei fornitori e dei professionisti legati alle costruzioni? E’ così che si vuole affrontare e gestire la sfida del ‘Recovery Plan’? Ma cosa deve accadere, per riportare sulla terra chi ancora oggi pensa di potere mantenere atteggiamenti di arrogante indifferenza e insensibilità nei confronti di un popolo che soffre?”.
“Il nodo sono i governanti o i burocrati? Che qualcuno – conclude Cutrone – dica finalmente la verità, come stanno le cose realmente, e prenda i necessari e urgenti provvedimenti per riportare i pagamenti alle imprese nei tempi normali”. Così in una nota ANCE SICILIA , Collegio Regionale Costruttori Edili Siciliani.

 

 

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