La Co-mai denuncia aumento del 35% dei casi di discriminazione subiti dai cittadini arabi e musulmani
(ASI)  I vertici della Co-mai, Comunità del Mondo Arabo in Italia, intervengono con una aggiornata e accurata indagine sul drammatico fenomeno delle discriminazioni che ancora affliggono il Paese, da nord a sud, sfociando in episodi di razzismo, intolleranza religiosa, etnica e razziale.                                          

“L’Italia non e' affatto un paese razzista e gli italiani sono molto amati nei nostri paesi di origine ,bisogna combattere tutti gli slogan politici e mediatici anti immigrati che incrementano paura , fobie e pregiudizi nei confronti della diversità e certe volte si arriva purtroppo anche alla violenza come e' successo in numerose occasioni in italia. Per tanto condanniamo con fermezza e condanniamo inoltre i numerosi casi di razzismo nei confronti dei Medici per il colore della pelle o per origini o religioni ,non bisogna mai trascurare e abbassare la guardia . Politica e cittadini debbono lavorare assieme. Il nostro appello come comunità straniere e arabe italiane è rivolto a tutte le forze politiche, di qualsiasi colore: coinvolgete le comunità locali, non isolarle ma ascoltarle. Bisogna fare maggiore integrazione in Italia, da una parte e dall’altra, per una buona immigrazione”.

“Condanniamo qualsiasi episodio di razzismo, di discriminazione religiosa, etnica o razziale. Noi del CO-mai bbiamo uno sportello dove ci arrivano tutte le segnalazioni sui casi di Razzismo in Italia; ebbene, negli ultimi 3 anni ravvisiamo un aumento vertiginoso, del 35%, segnalazioni da parte di cittadini arabi e musulmani residenti in Italia di casi di discriminazione. Le motivazioni di questi episodi sono divise in discriminazione religiose (come la barba, i vestiti, il velo) e nei posti di lavoro, dove si preferisce non assumere musulmani. Ad esempio un musulmano con la barba riceve spesso risposte negative per il lavoro anche quando questo c'è, anche se poi tanti italiani portano la barba. Ultimamente poi in Italia sono in aumento le discriminazioni per coloro che hanno la pelle scura e addirittura questi casi hanno superato gli episodi di discriminazione nei confronti del velo o degli aspetti religiosi”.

Foad Aodi - Agenzia Stampa Italia

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