(ASI) "La stagione del terrorismo altoatesina può chiudersi nella sola maniera ammessa da uno Stato di diritto: con l’espiazione della pena da parte dei responsabili, non ci può essere indulgenza nei confronti di chi ha causato la morte di innocenti.

Per questo chiediamo a governo Draghi di agire in questo senso, chiedendo l'estradizione dei criminali che oggi vivono tranquillamente in Austria e Germania, nonostante i crimini commessi nel nostro Paese". A ribadirlo in una nota è Alessandro Urzì, Coordinatore regionale di Fratelli d’Italia – Trentino Alto Adige, Consigliere regionale e provinciale di Fratelli d’Italia. 

"Ci chiediamo con quale faccia oggi i rappresentanti della maggioranza del partito popolare del cancelliere austriaco, Sebastian Kurz, critichino il nostro presidente, Sergio Mattarella, chiedendo la grazia per i terroristi altoatesini", attacca il coordinatore regionale di Fdi. "Come Fratelli d'Italia sosteniamo il presidente Mattarella che, dopo l'estradizione dei terroristi residenti in Francia, ha ribadito la necessità di arrivare allo stesso per quanti si sono sottratti alla giustizia italiana e sono latitanti all'estero". 

"In Alto Adige - ricorda Urzì - a partire dal 20 settembre 1956 e fino al 30 ottobre 1988 si sono registrati 361 attentati con dinamite, mitra, mine antiuomo, che in totale hanno causato ventuno morti, quindici dei quali appartenenti alle forze dell’ordine, oltre a due privati cittadini e quattro terroristi, deceduti per lo scoppio prematuro delle cariche che stavano predisponendo, e 57 feriti: 24 membri delle forze dell’ordine e 33 civili. Per i numerosi episodi di terrorismo, la giustizia italiana ha condannato complessivamente 157 persone: 103 italiani di lingua tedesca, 40 cittadini austriaci e 14 cittadini della ex Repubblica federale tedesca, ossia la Germania occidentale".

Lo comunica in una nota Alessandro Urzì, Consigliere regionale e provinciale del Trentino Alto Adige di Fratelli d’Italia e coordinatore regionale del partito. 

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