(ASI) Roma - "L'autodichia, cioè il principio per cui le Camere possono decidere in autonomia sul proprio funzionamento e sulle controversie interne, non può essere utilizzata a convenienza né servire solo quando c'è da difendere o attribuire privilegi. Le motivazioni con cui la Commissione Contenziosa ha ridato il vitalizio a Formigoni sono irricevibili.

La revoca del vitalizio agli ex senatori condannati non era arrivata per legge dello Stato ma per delibera interna di Palazzo Madama nel 2015. Se l'autonomia interna del Senato vige sempre, deve essere usata per dare alla politica e alle istituzioni regole più stringenti, più rigorose, come chiediamo dal 2013 quando entrammo in Parlamento. La delibera 2015 si ispirava alla legge Severino sull'incandidabilità dei condannati. Chi riveste cariche pubbliche deve essere un esempio di etica pubblica e trasparenza. Un ex senatore condannato per reati gravi, non solo mafia o terrorismo, non deve percepire il trattamento economico.
Quanto al tentativo di accostare i provvedimenti del MoVimento 5 Stelle a questa sentenza, trovo che sia maldestro e strumentale. Siamo orgogliosi di aver varato il Reddito di Cittadinanza, una misura che ha salvato tante persone durante la pandemia, e di aver imposto in Parlamento il ricalcolo contributivo dei vecchi vitalizi".  Lo afferma il senatore del MoVimento 5 Stelle Gianluca Perilli.

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