(ASI) Roma - È un’ottima notizia il ricorso italiano, deciso dalla ministra Paola De Micheli, come sostenuto dal Partito Democratico, contro l’infondata decisione della Commissione Europea di tassare le tasse riscosse dalle Autorità di sistema portuale, inclusi i canoni delle concessioni demaniali.
Con questo ricorso, il ministero delle Infrastrutture difende il modello italiano di gestione dei porti, basato su un ruolo dello Stato come regolatore, a tutela del demanio e dell’interesse nazionale, ben distinto dalle attività di impresa svolte nei nostri scali.
Ora si tratta di far comprendere al giudice dell’Unione le ragioni fondanti il modello italiano e di difenderlo dal pericolo che l’errato tentativo di trasposizione di modelli diversi nel nostro sistema possa portare alla perdita del controllo pubblico su infrastrutture essenziali per il Paese, oltre a generare incertezze sul regime giuridico e tributario nei nostri porti: tutto ciò infliggerebbe un colpo durissimo alla loro efficienza e a quella delle imprese che vi operano quotidianamente, mettendo a rischio anche sviluppo, opportunità e posti di lavoro in un comparto strategico per l’Italia.
Accanto al governo in questa importante battaglia adesso dovranno schierarsi le forze economiche e sociali, impegnarsi tutto il cluster. Deve essere chiaro, in ogni sede, che l’Italia difende unita l’impianto della legge 84/94 e il suo modello virtuoso di rapporto tra Stato, imprese e lavoro. Dichiarazione di Matteo Bianchi, responsabile Economia del mare del Partito Democratico.



