paoluccipd(ASI) Chieti - Le elezioni amministrative in Abruzzo hanno sorriso al centrosinistra che ha vinto sia a Chieti che ad Avezzano, eleggendo i nuovi primi cittadini.  Se ad Avezzano la vittoria sembrava più scontata col sostanziale vantaggio di Giovanni Di Pangrazio, amministratore di lungo corso, quella di Chieti è una vittoria in rimonta, col ballottaggio conquistato da Diego Ferrara al cardiopalma in "Zona Cesarini", superando di una manciata di voti il civico Bruno Di Iorio (appoggiato da liste che fanno riferimento ad "Italia Viva" e "Forza Italia"), mandando ko clamorosamente il candidato di centrodestra al ballottaggio, con l'apporto determinante delle liste civiche teatine di Paolo De Cesare e del Movimento Cinque Stelle. 
 
A tal proposito, noi abbiamo intervistato Silvio Paolucci, Capogruppo del PD in Consiglio Regionale, per un suo breve commento sulle elezioni amministrative: 
 
- Cosa, secondo lei, ha influenzato positivamente gli elettori verso i vostri candidati? 
 
"È stato decisivo scegliere Diego Ferrara. Un uomo civico, un galantuomo dai modi gentili che è riuscito a parlare con la città come ha fatto nella sua vita lavorativa, e a costruire grazie a questo, un'alleanza con i cittadini. Così come è stato rilevante l'apporto delle alleanze messe in campo con De Cesare e le sue liste e i Cinque Stelle. Quello della scelta di Ferrara si tratta di un cantiere che viene da lontano e non compreso da tutti al nostro interno per un lungo tratto di strada. I cittadini di Chieti sono stati più avveduti di un pezzettino di classe dirigente. Inoltre, a mio avviso la città si era stancata di dieci anni di cattiva gestione del Comune e di amministratori che stazionavano al Comune in alcuni casi da quasi 20 anni. Credo volessero un cambiamento".
 
- Ha giocato un ruolo determinante secondo lei anche la divisione nel centrodestra?
 
"Gli errori del centrodestra sono stati diversi. Ritengo che Chieti sia stata amministrata male in questi dieci anni, il Comune viene consegnato sull'orlo del dissesto, una città impoverita. Ha bisogno di un forte rilancio e di visione. Inoltre è stata sbagliata la modalità di scelta della candidatura. Sostanzialmente imposta riproponendo lo schema della Regionali. I Partiti decidono, magari un alieno come Marsilio che non sa nulla di Abruzzo, viene Salvini e con due comizi vince. Ma Salvini del settembre 2020 non è quello del gennaio 2019 e inoltre nei comuni gli elettori scelgono in modo diverso e se vogliamo in modo meno politicizzato. Infine, la divisione. Incredibile che Marsilio non sia riuscito a tenere la sua giunta. Ma il non appoggio di Febbo a Di Stefano è stato importante. Senza dubbio".
 
- Come pensate per crescere di avvicinare il consenso anche del mondo delle partite Iva e dei moderati vicini ai valori tradizionali della nostra terra d'Abruzzo?
 
"Le  partite iva e le imprese vanno aiutate e sostenute in questo momento cruciale le parole d’ordine devono essere liquidità e facilitazioni per l’accesso al credito. Il covid ha colpito duramente anche l’economia regionale, dobbiamo scommettere sul futuro puntando sulla capacità dei professionisti e delle imprese"
 
Cristiano Vignali - Agenzia Stampa Italia

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