Strage di Bologna, Mollicone (Intergruppo 'La verità oltre il segreto'): "chiediamo verità e giustizia, presentata interpellanza a Bonafede per chiedere chiarezza su rapporti Saleh-giudice Gentile, desecretazione atti e revisione processuale"
(ASI) "A 40 anni dalla strage di Bologna, ci batteremo per chiedere verità e giustizia - dice il fondatore dell'Intergruppo "La verità oltre il segreto", deputato Federico Mollicone, a RadioRai1 - quel 2 agosto 1980 a Bologna erano presenti terroristi internazionali e italiani legati al gruppo di Carlos "lo Sciacallo", esperti in trasferimenti di esplosivi, spesso per il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, frangia marxista dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina e in connessione con il KGB, e i libici, simili a quello esploso a Bologna o di attentati ai treni come quelli ad una stazione francese. Lo stesso Carlos ha negato la "trama nera". La stessa tesi dei mandanti è molto debole, come già rilevato da Mazzanti e ricostruito attentamente da Romoli su “Il Riformista”, il dossier dell’associazione delle vittime, rifiutato inizialmente dalla procura di Bologna, si basa su un prospetto contabile di Gelli e la destinazione di finanziamenti a un misterioso “Zafferano”, finanziamenti che, però, essendo in contanti non sono tracciabili, un dossier - inoltre - già smentito in dibattimento. Il giudice Gentile, istruttore del processo sulla strage, inoltre, aveva strani e inquietanti rapporti con Abu Saleh, il capo delle operazioni palestinesi in Italia, come rivelato da Pelizzaro e Paradisi su Reggio Report. Abbiamo presentato un'interpellanza al ministro Bonafede per chiedere chiarezza, tramite l'invio di ispettori, su questi rapporti, su come mai Carlos non sia mai stato sentito dagli inquirenti, se non ritenga necessaria la desecretazione di tutti gli atti relativi alla strage, come i cablogrammi del capocentro del Sismi a Beirut Giovannone e gli atti delle commissioni d'inchiesta, e se non ritenga necessaria la revisione processuale tramite lo spostamento della sede a Roma, data la presenza di numerosi documenti in sedi istituzionali.
Come intergruppo, insieme alla collega Frassinetti, abbiamo presentato una proposta di legge per la costituzione di una commissione d'inchiesta sui fatti della Prima Repubblica connessi con lo scenario internazionale, come la strage di Bologna e quella di Ustica. È una battaglia per le vittime e i loro familiari. Dopo 40 anni, i familiari di Maria Fresu non hanno ancora ritrovato il corpo, dato che i resti si sono dimostrati appartenenti a un'altra donna. Una vittima ulteriore, probabilmente la trasportatrice dell'ordigno. Esiste un fronte per la verità: sono analisti come Pelizzaro, Paradisi, Cutonilli, giornalisti coraggiosi come Leoni, parlamentari ed ex parlamentari come Raisi. Non ci faremo intimidire."
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