Martedì, 4 Agosto 2026
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Politica Nazionale

Napolitano: Teniamo viva la dignità della politica. Il Paese deve crescere unito e in modo solidale

(ASI) "Teniamo viva la dignità della politica e diamo il nostro contributo a riabilitarla e a rilanciarla nel nostro Paese ".

Di Redazione ASI 8 Ottobre 2011 – 11:48 4 min di lettura

Così una nota riassume le parole del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano chiudendo il suo intervento a Cuneo in occasione dell'incontro al Teatro Toselli con le autorità locali dedicato al 150° anniversario dell'Unità d'Italia. In particolare al contributo di questo territorio al secondo Risorgimento: "Il capolavoro della Resistenza - ha detto il Capo dello Stato - è stato di restituire agli italiani l'idea di nazione e l'amor di patria. Dobbiamo trovare nuove strade per crescere uniti e per vivere in modo più solidale. Sembra quasi assurdo parlare di maggiore sobrietà e umiltà di questi tempi, ma dobbiamo richiamarci a questi valori che sono i migliori della nostra lunga storia. Consolidare l'unità e la solidarietà in Europa. Bisogna superare le sfide e i rischi che attualmente investono e colpiscono la zona della moneta unica a cui abbiamo dato felicemente vita. Abbiamo bisogno che l'Italia torni a parlare con una sua voce autorevole e convinta nel progetto europeo per superare le difficoltà è i rischi della costruzione europea ".

Il Presidente Napolitano, prima di arrivare a Cuneo, è intervenuto ad Aosta all'apertura della terza edizione della "Scuola per la Democrazia" promossa dal Consiglio regionale della Valle d'Aosta e dall'Associazione Italiadecide, in collaborazione con Anci Giovane. Rispondendo alle domande di giovani amministratori provenienti da tutta Italia, il Capo dello Stato ha affrontato temi diversi dall'esercizio delle funzioni del Presidente della Repubblica allo sviluppo del Mezzogiorno, dal federalismo al futuro dell'Europa e della moneta unica. In particolare il Presidente Napolitano ha ripreso il tema del federalismo già affrontato nell'incontro con le istituzioni valdostane del giorno 6 ottobre. "Guai - ha detto in questa sede - a contrapporre una parte del Paese all'altra, guai a contrapporre l'idea di autonomia e anche di ispirazione federalistica all'esigenza dell'unità italiana in questa fase storica, dentro il più ampio quadro dell'unità europea. Ci sono realtà e problematiche molto diverse da quelle di altre parti d'Italia, che però sono parte essenziale della nostra unità, che è fatta di tante di queste diversità, di tante di queste identità, nel momento stesso in cui ribadiamo con tanta convinzione la necessità di rafforzare, di ribadire e di rinnovare l'unità del nostro Paese, respingendo tentazioni che ci porterebbero soltanto fuori della storia e fuori della realtà del mondo d'oggi. Il nostro vero problema oggi è essere all'altezza del nostro passato, degni della nostra storia, del patrimonio che si è accumulato nel succedersi di tanti momenti di civiltà, di tante fasi della storia non solo moderna, ma, come si è ricordato, anche della storia più antica. Oggi - ha aggiunto il Capo dello Stato - parliamo di attuazione della Titolo Quinto in chiave federalistica, secondo un'ispirazione federalistica, e io credo che l'importante sia non esitare, non avere dubbi circa questo dovere costituzionale di attuazione del nuovo Titolo Quinto. Io credo che l'essenziale sia percorrere con grande serietà il pezzo di strada che ancora dobbiamo percorrere, per dare un assetto compiutamente autonomistico e federalistico al nostro Stato. Occorrono, pertanto, serietà, ponderazione, equilibrio, non proclamazioni. Quindi, cura molto seria anche dei dettagli attuativi della legge sul federalismo, che pure, e me ne compiaccio, è stata accolta nella sua iniziale approvazione da un larghissimo consenso in Parlamento".

La visita del Presidente Napolitano è iniziata giovedì 6 ottobre mattina a Biella dove il Presidente Napolitano, intervenendo al Teatro Sociale, ha anche ricordato la tragedia del crollo della palazzina di Barletta: "Io non sono mai indulgente, recandomi in qualsiasi città dell'Italia meridionale, per quello che lì non va, per le tante cose che ci sono da correggere e da cambiare. Però, attenzione, i meridionali lavorano, lavorano in condizioni bestiali certe volte. Queste povere ragazze sono morte per il crollo di una palazzina in cui lavoravano per 3 euro e 95 centesimi all'ora, e lavoravano non si sa per quante ore al giorno e senza contratto. Queste sono situazioni abnormi e sono anche situazioni illegali. Nessuno - ha sottolineato il Presidente Napolitano - può onestamente far carico a quelle giovani donne di avere accettato quelle condizioni terribili di lavoro e di insicurezza per guadagnare l'indispensabile. Perché questo è soltanto lo specchio di una economia ancora arretrata, o fragile, ma è lo specchio dell'Italia che lavora e che fatica nel senso più pesante del termine, e che produce come può".

Nota della Redazione

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