(ASI) - Delegazioni diplomatiche di Cina, Cambogia e Thailandia si sono riunite nella provincia cinese di Yunnan, per discutere il cessate il fuoco recentemente concordato tra Cambogia e Thailandia, con l’obiettivo di consolidare la tregua e di ridurre le tensioni lungo il confine conteso. L’iniziativa arriva dopo settimane di scontri armati che hanno causato centinaia di vittime e la fuga di centinaia di migliaia di civili.
La firma del nuovo accordo tra Cambogia e Thailandia prevede l’interruzione delle ostilità lungo il confine di circa 817 km, dove contrasti territoriali periodici si sommano a dinamiche più recenti di escalation armata.
Il vertice ha lo scopo di concordare un cessate il fuoco sostenibile e di ripristinare la fiducia politica tra i due Paesi. Nel documento congiunto diffuso da Pechino, le parti si sono impegnate a ricostruire la fiducia reciproca e a lavorare per una pace duratura lungo l’area di confine.
Il conflitto lungo la frontiera tra Thailandia e Cambogia era riemerso con intensità nel corso di questo ultimo mese del 2025, dopo un primo accordo di tregua che era stato firmato nell’ottobre scorso, nell’ambito del Kuala Lumpur Peace Accord durante un vertice dell’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico; tuttavia nonostante la firma, la violenza è ripresa all’inizio di dicembre. Il bilancio attuale conta centinaia di vittime e centinaia di migliaia di civili scappati dalla scontri e che attualmente sono sfollati nelle province rurali e montuose del paese, e che si trovano in condizioni particolarmente disagiate e che devono affidarsi agli aiuti umanitari per i generi di prima necessità.
In questo scenario, la Cina ha progressivamente assunto un ruolo di mediatore diplomatico nel processo di cessate il fuoco, integrando gli sforzi di altri attori internazionali quali gli Stati Uniti e la Malesia, che in passato avevano già cercato di facilitare accordi simili. Durante l’incontro a Yunnan, Pechino ha ribadito la propria volontà di sostenere il dialogo continuativo, incoraggiando le parti a superare le divergenze e a lavorare per mantenere la stabilità sia diplomatica che sui territori.



