potenti(ASI) "Sento di fare mio e della Lega l’appello del mondo delle professioni ordinistiche che in queste ore lamentano l’esclusione dal contributo a fondo perduto previsto dal Governo con il Decreto Rilancio.
Quale deputato toscano nonché, professionista, sento il dovere di rappresentare la grave situazione derivante dall’aver previsto all’art. 25 del decreto c.d. Rilancio un contributo a fondo perduto di 1000 Euro erogabile in presenza di riduzione di fatturato ma, senza limiti di reddito, agli esercenti attività di impresa e di lavoro autonomo che però, non può essere erogato a chi ha diritto all’indennità dell’articolo 44 del Dl 18/2020 quindi, gli iscritti alle Casse; cioè tutti i professionisti ordinistici. I professionisti ordinistici sono così nuovamente penalizzati dai provvedimenti emergenziali Covid-19. La categoria delle professioni ordinistiche aveva dovuto lottare per ottenere i 600 euro inizialmente previsti per le sole partite Iva iscritte alla gestione separata Inps; sblocco avvenuto solo grazie all'intervento delle Casse di previdenza private. Questa erogazione, diversamente da quella a fondo perduto per gli iscritti alla gestione separata, avviene inoltre con precisi limiti reddituali. Una vera discriminazione. Ricordo come siano stati 472mila i professionisti che hanno potuto fruire del pur misero sostegno di Euro 600 mensili. Questo dato dovrebbe far riflettere anche chi ha una scarsa conoscenza della realtà professionali. Il Governo non può ignorare l’allarme proveniente dal settore e che si è palesato agli inizi di aprile, quando mezzo milione di iscritti agli Ordini ha fatto accesso agli sportelli delle rispettive Casse di previdenza per ricevere l’indennità di 600 euro. Infine, il reddito di ultima istanza, cioè le 600 Euro mensili, saranno erogate anche per le mensilità di aprile e maggio (con evidente ritardo) tuttavia mantenendo l’incompatibilità con l’eventuale percezione di una qualunque pensione. Nelle prossime ore darò vita ad una iniziativa di sostegno per la categoria: i professionisti svolgono una attività che pur nelle differenze del loro status, sono a tutti gli effetti delle imprese con uguali doveri ma, anche diritti".
 
 
 

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