(ASI) Roma  – “Il Decreto Rilancio è una manovra che non credo di esagerare nel definire unica ed epocale, con riguardo all’entità delle risorse messe in campo e alla capillarità degli ambiti di intervento. Lo spirito del Governo è stato quello di cercare di non lasciare indietro nessuno, nonostante l’estrema difficoltà del frangente economico e sociale che tutto il mondo sta vivendo a causa dell’emergenza Covid-19” – afferma il presidente della commissione Agricoltura alla Camera, Filippo Gallinella.

“Facendo un focus sulle azioni previste per il settore agro-alimentare, della pesca e dell’acquacoltura, dagli articoli 222 e seguenti del testo, si nota che 1 miliardo e 150 milioni di euro sono stati messi a disposizione delle attività primarie e di quelle produttive e di trasformazione ad esse collegate: di questi, in estrema sintesi, 500 milioni sul Fondo filiere in difficoltà, 250 milioni per il Fondo indigenti, altri 250 per garantire l’accesso al credito attraverso la copertura ISMEA, 100 milioni per il vino, 50 milioni per i consorzi di bonifica, al fine di uno specifico accesso ai mutui con Cassa Depositi e Prestiti. A queste si andranno ad aggiungere altre misure orizzontali che possono intervenire sugli stessi settori: si pensi al contributo a fondo perduto previsto dall’articolo 25, anche per chi produce reddito agrario, a condizione che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019 che si calcola applicando una percentuale (del 20, 15 e 10 per cento) sulla perdita. In maniera preliminare, occorre comunque fare una riflessione di partenza: tutte le misure messe in campo per il settore, andranno necessariamente integrate tra loro, per evitare interventi doppi o misure sovrabbondanti per un comparto e insufficienti per un altro.

Voglio ricordare che nel Cura Italia il settore agricolo ha avuto un fondo specifico da 100 milioni di euro (20 milioni di euro per la ristrutturazione dei debiti nell’esercizio dell’impresa agricola, 60 milioni di euro per copertura dei costi sostenuti per interessi maturati e pagati nel biennio 2018-2019 su mutui contratti nell’esercizio delle imprese, 20 milioni di euro per la copertura per la sospensione dell’attività di pesca) e che tale fondo andrà coordinato con le misure contenute nel decreto Rilancio. Dovremmo quindi esaminare con attenzione, prima della sua attuazione che deve essere certamente rapida ma al contempo efficace, il rapporto tra questi diversi livelli di intervento dello Stato, anche sentendo le categorie interessate, per capire bene se e come possano cumularsi, se e come assicurare una equa distribuzione delle misure alle imprese in difficoltà e allo stesso tempo pensare a renderle più resilienti per il futuro. Tra i settori che hanno maggiormente risentito della crisi ci sono certamente il florovivaismo, il lattiero-caseario e zootecnico in generale, vitivinicolo, della pesca e l’acquacoltura senza dimenticarsi del crollo del turismo che ha colpito tutti i nostri bellissimi agriturismo. Andando nel dettaglio, se guardiamo all’ambito del vino, in questo decreto si prevedono 100 milioni per la ‘riduzione volontaria’, che si accompagnerà alla misura della distillazione finanziata dalle regioni. A questa – prosegue Gallinella – si affianca anche una modifica del testo unico del vino, da noi fortemente voluta, sul tema ‘rese’. Sarà necessario altro per il settore, considerando che ci sono anche importanti risorse stanziate per la promozione dell'export? Sicuramente occorre anche pensare ad una strategia per il futuro. Quanto al settore lattiero-caseario, ad esso possiamo dare sostegno sia con la tecnica dell'ammasso che con l'aiuto agli indigenti: oltre ai vantaggi che potrà trarre dalle ‘misure orizzontali’, mi piacerebbe pensare di poter creare una strategia, magari mettendo in moto la realizzazione di un polverizzatore. Stessa cosa può dirsi per il settore suinicolo, che ha certamente bisogno di aiuti specifici per affrontare la crisi, ma anche di una ristrutturazione del comparto, con nuove strategie.

Se si pone l’attenzione sul settore olivicolo, in preoccupante ritenzione a causa dell’emergenza sanitaria e della conseguente crisi economica, sicuramente qualche ‘acquisto di stato’ di olio DOP può essere utile, ma allo stesso tempo dobbiamo rifinanziare il ‘piano olivicolo’. Occorrerà poi pensare a qualche altro strumento di sostegno per la pesca, oppure bastano i 20 milioni che abbiamo visto stanziati nel Cura Italia? Per il florovivaismo, sicuramente il contributo a fondo perduto previsto dalle misure orizzontali non è sufficiente, servirà altro ma occorre essere bravi per non disseminare i soldi a pioggia, e magari si potrebbe pensare di risarcire parte dei costi per lo smaltimento dell’invenduto. Come dovremmo comportarci con le strutture agrituristiche? Sappiamo che è previsto un aiuto da parte dalle regioni che si va a sommare ai provvedimenti descritti, oltre all'aiuto sull’IMU e il tax credit per le vacanze. So che è banale dirlo, ma è vero che è proprio da questi momenti drammatici che possono nascere nuove idee e opportunità di rilancio per i settori in crisi, e vorrei che il Parlamento lavorasse proprio in questa direzione. Penso che ci siano tutte le condizioni perché il settore di cui ci occupiamo trovi gli strumenti per ripartire: lavoreremo con impegno, in commissione, per migliorare ancora queste azioni messe in campo dal Governo in fase applicativa, cercando di oltrepassare la fase dello ‘spegnimento dell’incendio’, senza lasciare indietro nessuno, e di costruire per il futuro un sistema che sia più forte e capace di affrontare eventi disastrosi come quello che ancora stiamo vivendo” – conclude Gallinella.

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