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Politica Nazionale

MIC: "È ora che nasca uno Stato-Sovrano! unitevi con il Cuore al nostro 'Esercito'"

Di Redazione ASI 24 Aprile 2020 – 22:00 3 min di lettura

micnoue(ASI) “Un popolo, che elegge corrotti, impostori, ladri e traditori, non è vittima, è complice!”. Con queste parole esprimeva George Orwel, noto giornalista e scrittore britrannico, la classe dirigente. Erano gli inizi del ‘900.

Espressioni risonanti ed attuali che ripropongono le disastrose conseguenze “causa effetto” compiute in questi ultimi decenni da nostri Governi. Un male da estirpare! Un male che ha prodotto la distruzione del “senso dello Stato”, pregiudicando così il futuro del nostro paese, delle nostre imprese e delle prospettive per i giovani che necessitano di sviluppo e crescita: non desolanti macerie! Politici e Governi si sono susseguiti dimenticando che lo Stato non è un fine, ma mero mezzo di attuazione del bene comune per i cittadini. Il fulcro del nostro Stato-Sovrano dev’essere l’uomo, con i propri diritti inalienabili, diritti che la barbarie dei politici ha soffocato. La conquista dello Stato-Sovrano (entità che deve nascere posteriormente alla persona e quindi ai cittadini) è la prima proiezione sociale ma anche giuridica di uno stato democratico, il quale si accredita come il più idoneo a riconoscere e promuovere tutti i diritti umani fondamentali volti al rispetto del suo popolo. Lo Stato-Attuale è uno Stato-Anarchico, una consorteria  che mantiene assurdi privilegi creati a scapito della collettività, un mezzo che fa regredire il paese Italia ed il suo popolo: talmente  anarchico fino al punto di disconoscere le proprie origini e la propria cultura. Serve quindi una politica dell’educazione destinata ad incidere in modo radicale sulla trasformazione degli equilibri di potere e sulla concreta affermazione di una “Democrazia Liberale". Una politica che non annulli ma favorisca la ricostruzione di una funzionale ed indispensabile gerarchia di valori. È bene rammentare a questa consorteria che al centro dello Stato vi è l’Uomo quale fulcro di “Diritti Inaleniabili”, principi fondanti di uno Stato-Sovrano che sono stati svenduti per biechi interessi alle consorterie europee. Il Parlamento ha il dovere di recepire i diritti sanciti nella nostra Carta Costituzione (Art. 2: La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale) nonché tutelarli e promuoverli nel modo più perfetto possibile. Oggi assistiamo inermi ad un Parlamento che rivolge il proprio interesse ad una compagine di politicanti burattinai divenuta braccio armato delle banche e della finanza speculativa. Stanchi di una politica di facciata, che da un lato considera l’elettore equivalente a tanti  tifosi da coltivare in un campionato di calcio, dall’altro i partiti che osannano il disprezzo del meccanismo europeo continuano a mantenere sullo scranno di questa pseudo istituzione i loro adepti. Sarebbe auspicabile per etica e senso del dovere intimare alla propria compagine politica a presentare immediate dimissioni, lo stesso principio sarebbe da attuare nel panorama politico interno al Paese. Emerge quindi con chiarezza che i lauti compensi e privilegi dispensati dalla macchina burocratica (che attinge le proprie risorse dal popolo Italiano) sono il solo e unico motivo del tanto animarsi intra ed extra il paese Italia. Siamo quindi sfociati in un parassitismo politico dove si mercificano le nostre radici e la nostra cultura, un atto eversivo inaccettabile per il Movimento Italia nel Cuore (MIC). Abbiamo sempre pensato che il bene comune non sia qualcosa di semplicemente giuridico, di formale o di inerte, ma faccia parte della medesima sostanza di una comunità politica, la nostra comunità politica. Riteniamo quindi che la grandezza di uno Stato, non stia tanto nell’estensione del proprio territorio, nella forza dei suoi eserciti o nella sua ricchezza, ma principalmente nella virtù morale del suo popolo e nella capacità che quest’ultimo ha di educarsi e di educare. Un alto spirito laico e illuminato, come quello del Mazzini, aveva dato come motto alla democrazia dello Stato: “educatevi ed educate”. Torniamo tutti a difendere la nostra Italia imboccando un cammino virtuso. Unitevi con il Cuore al nostro “Esercito”! Lo scrive in una nota il Coordinatore Nazionale del Movimento Italia nel Cuore (MIC) Mauro Tiboni. 

Nota della Redazione

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