(ASI) La Sicilia non è fortunatamente in stato di emergenza in tema di  Coronavirus, non essendosi sviluppati focolai autoctoni ma - diciamo così - solo d’importazione.
 
Eppure, basti pensare a quello che sta accadendo in Lombardia dove, in alcuni ospedali, si comincia a vedere il 'vero rischio potenziale' del virus, la problematicità nel contrastare il contagio che ne deriverebbe se questo dovesse assumere proporzioni insostenibili.
 
È del tutto ovvio, quindi, che il buon senso e la prudenza in un contesto che potenzialmente potrebbe trasformarsi in vera e propria emergenza sanitaria, dovrebbero suggerire maggiori controlli sugli arrivi in Sicilia, siano essi via mare, via terra, via aerea.
 
E il buon senso, atteggiamento che ultimamente un po' tutti ignoriamo, dovrebbe imporre alla classe dirigente del Paese di limitare il più possibile la diffusione del virus.
 
Che, in quest’ottica, il Presidente della Regione Siciliana rivendichi maggiori controlli al porto di Messina (dove arrivano con i traghetti gran parte dei viaggiatori provenienti dal Continente), negli aeroporti, nelle stazioni ferroviarie, è quindi sacrosanto. Oltre che logico, opportuno, sensato, dentro le righe della legittimità e del ruolo.
 
Che, in quest’ottica, il Presidente della Regione Siciliana inviti alla prudenza ed al senso di responsabilità di ognuno di noi, richiamando il principio della autodeterminazione laddove ciascuno dovesse accusare sintomi preoccupanti, è altrettanto sacrosanto, logico, opportuno, sensato, dentro le righe della legittimità e del ruolo.
 
Ciò che invece risulta inaccettabile, mostruoso, ipocrita e schifoso è che (a fronte di questo invito alla prudenza e di una legittima rivendicazione di maggiori controlli) si sia alzata una levata di scudi contro quell'affermazione che certa stampa ha preferito decontestualizzare da un discorso più ampio e generale e che attraverso i social si sia propagata più velocemente del virus: “… è meglio che i turisti del Nord non vengano per ora in Sicilia”, hanno scritto gli untori mass-mediatici.
 
Ed ecco che improvvisati sciacalli, finti buonisti, “novelli Cavour”, riemersi dall'anonimato delle loro esistenze non hanno esitato un solo istante, per un’ora di visibilità mediatica, giusto il tempo di acchiappare qualche like, per strumentalizzare il senso di quella dichiarazione e tentare di massacrare politicamente il Presidente.
 
Ancora più inaccettabile che questa “indignazione” sia giunta da taluni elementi del centrodestra o presunti tali, magari animati dalla voglia di togliersi qualche sassolino dalla scarpa nei confronti di un Presidente che non risponde esattamente ai loro desiderata.
 
In quest’orgia di isteria collettiva, al ritmo ossessivo di notizie più o meno incoraggianti che trapelano attraverso i media, l’unico dato certo è che Nello Musumeci è il Presidente dei Siciliani, sta difendendo la salute dei Siciliani medesimi.
 
Trasformare questa sacrosanta legittima difesa, addirittura in una diatriba Nord–Sud, rivendicando strumentalmente il ruolo della Nazione unita, come pure è stato detto ieri sera da qualche esponente politico, è fuorviante, ridicolo e offensivo. Significa manipolare per comunicare. Significa decontestualizzare e manipolare per un’oncia di visibilità mediatica o, peggio ancora, per finalità oscure di chi ama agire   affidandosi a manipolazioni grossolane e vigliacche, frutto di disonestà intellettuale.
 
“La Sicilia non è una terra in cui non si può sbarcare e non si può atterrare: però servono controlli perché non è possibile che i due casi registrati di positività al coronavirus riguardano turisti del Nord perché nella nostra isola non c'è un focolaio. Sarebbe meglio che i turisti dal Nord non venissero".
 
«L'ho detto, e lo ripeto, i turisti provenienti dalle zone gialle farebbero meglio a rimandare di qualche settimana il loro arrivo in Sicilia. Il mio è un appello alla prudenza, nell'interesse di tutti. La Sicilia è e resta, finora, una regione sicura, dove trascorrere la vacanza in un clima assai propizio. Per questo da giorni invito tutti, anche certa stampa, a non fare terrorismo psicologico. In ogni caso, chi arriva da una zona colpita dall'epidemia ha il dovere di informare le autorità sanitarie siciliane, come stabilito dal decreto del presidente del Consiglio dei ministri». Questo e solo questo è il senso di un ragionamento onesto, responsabile, che alcuni irresponsabili hanno inteso strumentalizzare per motivi che niente hanno da spartire col Coronavirus e con la salute dei siciliani. Questa è la schiena dritta di un Presidente che ha a cuore, invece, solo ed esclusivamente la salute e il benessere del popolo che lo ha scelto, eletto.
 
Termino con le parole di Giovanni Marinetti: “Chi non capisce il senso di queste parole è in malafede. E anche un po’ razzista coi meridionali”.
 
Lo dichiara in una nota Tania Pontrelli del Direttivo regionale di Diventerà Bellissima.

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