Leggi elettorali Regionali (e Nazionale), UNCEM: tra maggioritario o proporzionale, prevalga la certezza della rappresentanza per i territori, comprese le aree rurali e interne
(ASI) Che sia proporzionale o maggioritario lo devono definire le Istituzioni, gli eletti, i partiti, le assemblee regionali e il Parlamento. Di certo, Uncem - con il sistema dei Comuni montani - non ha mai nascosto che nello scrivere "le regiole del gioco", cioé le leggi elettorali, non si può non tenere conto dell'equilibrio e della certezza di rappresentanza, continuativa e stabile, per le aree rurali, montane e interne del Paese e di ciascuna Regione.
Troppe oggi le sperequazioni verso le aree urbane, causate soprattutto dai sistemi con preferenza o con grandi circoscrizioni elettorali. Uncem, con moltissimi piccoli Comuni, aveva chiesto alla Regione Piemonte nel corso delle ultime due legislature del Consiglio (con maggioranze di "colori" diversi) di introdurre un sistema elettorale con collegi uninominali, equilibrati, omogenei e dove non contassero solo il numero di cittadini ma vi fosse anche una compensazione - nella creazione dei collegi - legata all'estensione territoriale. Un'opportunità per tutte le Regioni italiane e anche per il Parlamento, dove il taglio dei Parlamentari rischia di tagliare proprio la rappresentanza delle zone alpine e appenniniche. Si ridurrebbero dunque gli eletti (sia con sistemi a preferenza o sia con grandi collegi), più facili da fare nelle zone urbane dai grandi numeri. Un problema secondo la nostra Associazione che va affrontato con impegno, serenità e lontani dalla contrapposizione politica. Di polemiche ve ne sono già troppe.
Lo dichiara in una nota UNCEM - Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani.
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