(ASI) "Il Reddito di cittadinanza, come già il Reddito di inclusione e la Social card, non deve servire solo per chi ne beneficia direttamente. Può generare altre ricadute, basta volerlo. Piccola o grande sarà la platea, il Reddito di cittadinanza deve diventare lo strumento per alimentare e aumentare i flussi economici legati agli acquisti negli esercizi commerciali dei paesi e delle città.

Perché mentre nelle aree montane assistiamo a una continua desertificazione commerciale, senza più un negozio o un bar, nelle aree urbane l'esercente di quartiere, senza alcuna catena alle spalle, è in crisi. Abbiamo in Italia 200 Comuni senza un negozio. Va sostenuto. Il Governo deve mettere l'obbligo di acquistare con la carta del Rec solo in certi esercizi, individuando criteri, tipologia e localizzazione geografica, per evitare quelle risorse non restino sui territori, che invece molto ne avrebbero bisogno".

Lo ha scritto il Presidente Uncem Piemonte, Marco Bussone, al Vicepremier e Ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro Luigi Di Maio. Da anni, Uncem si occupa di desertificazione commerciale e contrasto all'abbandono con tutti i Comuni montani che riunisce. "È Poste a erogare la carta del reddito di cittadinanza - spiega Bussone - Tutti sanno che Uncem ha stretto il 26 novembre 2018 un nuovo patto con Poste anche per il miglioramento dei servizi, anche da inserire nelle reti di commercio già presenti sui territori. Vale la pena di ragionare su questo fronte, allargandolo, provando a immaginare percorsi virtuosi affinché si aumentino i fatturati dei negozi. Non certo con aiuti di stato, ma con altre formule, sostenibili. Anche se non sarà per il 6 marzo, visto che il Governo finora non ha pensato a questa necessità segnalata da Uncem, potrà essere inserita la regola dell'esercizio di prossimità a partire dal secondo semestre dell'anno. Uncem non entra nel merito dell'utilità o meno del reddito di cittadinanza, così come impostato. Fa però una proposta operativa. Se quei soldi dati ai singoli cittadini e alle famiglie escono dal territorio, abbiamo perso un'occasione per supportare aree rurali e urbane dove c'è tanto bisogno di tornare a guardare alla bottega sotto casa, all'esercizio di prossimità". Uncem agisce da anni per sensibilizzare tutte le fasce della popolazione, ovviamente anche quelle più abbienti e i turisti. "A loro in particolare - prosegue il Presidente - ci siamo sempre rivolti chiedendo un impegno culturale, sociale. Scegliere la bottega sotto casa garantisce un ancoraggio permanente per la comunità, la salvezza del negozio e del bar, punto di aggregazione in particolare nei piccoli Comuni, centro multiservizio imprescindibile. Ora guardiamo anche a quel sussidio tanto discusso, un'evoluzione di social card e Rei. Si aggiunga un tassello, possibile, per sostenere i negozi dei territori. Si scelgano solo quelli per cibo e altri generi di prima necessità presenti nei Comuni di residenza di chi beneficia del Rec. Piccole somme forse, ma il Ministro Di Maio non rinunci, con il Governo e il Parlamento, a prendere in esame la nostra proposta, pezzo di un decisivo e imprescindibile, non più rinviabile, piano strutturale di intervento a difesa del piccolo commercio locale, delle botteghe di paese, delle vie delle città dove si continuano purtroppo ad abbassare serrande schiacciate da catene in franchising e gdo. Si faccia un passo avanti. Di Maio muova il Ministero dello Sviluppo economico su questi temi, non certo residuali e secondari. Per le nostre aree montane, il commercio locale e il presidio di negozi e bar è vitale per la vita delle comunità, nelle Alpi e negli Appennini. Anche grazie a qualche soldo in più che entra nelle casse di gestori e proprietari di macellerie, panetterie, tutte le botteghe".
Lo dichiara in una nota UNCEM - Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani.

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