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Politica Nazionale

Giornata mondiale contro la violenza alle donne, Gazzi(CNOAS): “il silenzio è connivenza, denunciare sempre”

Di Redazione ASI 24 Novembre 2018 – 14:56 3 min di lettura
 
cnoas copy(ASI) Roma - “Il fenomeno della violenza contro le donne rappresenta una piaga drammatica e vergognosa del nostro Paese, figlia della cultura dell’indifferenza, della prevaricazione e del non rispetto della dignità umana, non riguarda solo le donne ma coinvolge da vicino l’umanità intera perché segno di profonda e ignobile inciviltà.
La violenza di genere rappresenta una ingannevole quanto tragica forma di schiavitù e chi ne è vittima non riesce a vedere alcuna via d’uscita, perché annienta ogni tipo di speranza per una vita diversa, una vita vera. La condanna deve essere unanime. Un unico e potente coro a difesa dei diritti fondamentali della persona”.

Così Gianmario Gazzi, Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Assistenti sociali, in occasione della Giornata Mondiale contro la violenza alle donne in programma domenica 25 novembre.

“In Italia – un paese che si definisce maturo e civile - le donne continuano ad essere oggetto di minacce, soprusi, prevaricazioni fisiche e psicologiche che, nel più tragico dei casi, si traducono in efferati femminicidi – dice ancora Gazzi. Molto spesso tutto questo avviene proprio all’interno delle mura domestiche che, invece, dovrebbero preservare l’affetto puro e incondizionato per la propria famiglia. I timidi segnali di aiuto lanciati all’esterno dalle donne vittime di violenza non sempre vengono accolti, cadendo inascoltati nell’ombra, a volte per indifferenza, altre per paura di rompere la così acclamata privacy familiare di cui siamo troppo frequentemente portavoci. Ma quando la casa diventa la gabbia dell’orrore e della paura, anche il silenzio di chi sa e non parla deve essere pesantemente condannato. Chi tace è colluso. Denunciare sempre affinché venga interrotto questo subdolo meccanismo vizioso di silenzio che protegge solo il colpevole e non la vittima”.

“Fondare una cultura del rispetto della dignità e della nonviolenza – prosegue Gazzi - è, oggi più che mai, nostro dovere, affinché si realizzi un’inversione di rotta verso una società non solo più civile ma anche più equa e giusta. La strada è ancora lunga e tortuosa ma deve necessariamente essere percorsa. Fondamentale, in questo senso, rafforzare sul territorio nazionale tutti quegli strumenti volti a limitare, o quantomeno a gestire, le terribili conseguenze di un atto di violenza, uno tra tutti i centri antiviolenza: questi simboleggiano, infatti, un luogo rifugio dove trovare protezione e sostegno, purtroppo, però, ancora spesso assenti in quelle aree del nostro Paese che definiamo cinicamente periferie. Fondamentale anche attivare i numeri verdi anti-violenza in ogni Comune e predisporre valide campagne di informazione sul territorio affinché le donne sappiano che un modo per chiedere aiuto c’è sempre, anche quando sembra impossibile. Indispensabile, infine, anche la creazione e gestione di una rete di servizi efficiente e di prossimità, formata da diverse figure professionali che sappiano fare rete con volontariato e terzo settore. Solo in questo modo si può innescare un circolo virtuoso che permetta di lenire il dramma rappresentato dalla violenza”.

“In questa giornata – conclude il Presidente dell’Ordine degli Assistenti sociali, Gianmario Gazzi -  il nostro pensiero sincero va anche a tutte le nostre colleghe che, sul posto di lavoro, sono sempre più frequentemente oggetto di minacce e aggressioni”.
Nota della Redazione

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