(ASI) "La tragedia di Genova ci ha colpiti (anche) per la sua imprevedibilità. Ci aspettiamo che le scuole, le strade, gli ospedali, i ponti siano sicuri, non prendiamo nemmeno in considerazione l’idea che, da un momento all’altro, possano ridursi a un cumulo di macerie.

Dopotutto non è un caso se molti esperti sintetizzano la definizione di infrastruttura con una battuta: “quelle cose che, finché non si rompono, non ti accorgi nemmeno che esistono”. Le indagini avviate dalla procura di Genova ci diranno se e quali sono state le mancanze di chi avrebbe dovuto garantire la sicurezza del ponte Morandi e non l’ha fatto. Puntare il dito ora è inutile e cinico.
Se i rilievi penali e tecnici devono essere di competenza della magistratura, la politica non può rinunciare alla sua responsabilità. Oggi, come classe dirigente di questo paese, dobbiamo smettere di nasconderci dietro a isterismi facili o misere beghe di partito. Questo paese ha bisogno di cure, infrastrutturali certo, ma anche territoriali e umane. Dobbiamo avere il coraggio di ripensare ad alcune scelte del passato e, nel caso, ammettere alcuni errori. Le privatizzazioni degli anni ’90 in alcuni settori hanno portato concorrenza, qualità, maggiori investimenti, in altri si sono trasformate in rendite inaccettabili. Rivedere il sistema di concessioni dei beni strategici che sono “monopoli naturali” è necessario, senza gli eccessi venezuelani del vicepresidente Di Maio, ma con un paziente e certosino lavoro di controllo e revisione, decidendo una volta per tutte, dove deve arrivare lo stato e dove può giungere il dividendo degli investitori privati.

Incalziamo l’Europa: il PD e il PSE sono (ancora) la seconda forza politica al Parlamento Europeo, proponiamo subito (non per le elezioni o fra qualche mese, subito) che i concessionari delle infrastrutture europee finanzino un grande piano di ammodernamento e messa in sicurezza delle autostrade, degli aeroporti, dei porti e dei ponti del continente. Come relatore al bilancio sono disponibile a cercare da domani mattina tutti i fondi e i mezzi tecnici necessari. Ripartiamo da qui se vogliamo lavorare davvero per Genova, per l’Italia e per l’Europa,". E' quanto dichiara il parlamentare europeo Daniele Viotti, relatore generale al bilancio UE 2019, sulla tragedia di Genova.

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