(ASI) Un ampio dibattito si sta sviluppando nel nostro Paese, sul tema della “legittima difesa”, un tema spinoso che ha appassionato in un confronto serrato, cittadini, ed “addetti ai lavori, dopo il verificarsi di fatti eclatanti. Persone aggredite, derubate e violentate in casa, da malviventi brutali, italiani o stranieri, con il solito corollario di violenza, di tutti i tipi, di tutte le specie che, in diversi casi, hanno provocato la morte dell’aggredito.

Sensazione hanno destato anche aggressioni, in abitazioni e non, che hanno visto le vittime o la vittima, reagire, uccidendo l’aggressore. – Così ha dichiarato Antonio de Lieto, Presidente nazionale del Libero Sindacato di Polizia (LI.SI.PO.) - Ampi dibattiti si sono sviluppati, sul “bilanciamento”, sull’attualità del pericolo, sulla reazione della vittima ed in particolare se questa era proporzionata alla violenza subita. Benzinai rapinati ed uccisi o tabaccai che hanno reagito alla violenza degli aggressori, sparando e mandando a “miglior vita”, qualche aggressore. Fra gli avversari di una “legittima difesa”, ve ne sono alcuni che, con una “legittima difesa” dalle maglie più larghe, si potrebbe garantire la “non incriminazione” anche nel caso di omicidio. Chi auspica la “linea dura”, ha gioco relativamente facile perché dopo ogni reato commesso con violenza, malvagità o particolare crudeltà, le schiere di chi vuole riconoscere alla vittima di reati, soprattutto se l’aggressione si è verificata a casa della vittima, il diritto al riconoscimento della “legittima difesa”, partendo dal principio che in casa, il cittadino può reagire in qualsiasi caso: la “legittima difesa” è sempre legittima. Certo – ha continuato de Lieto - l’indignazione di tanti cittadini, alla vista di delinquenti, rilasciati dal carcere dopo pochi giorni di carcere per aver aggredito o ferito inermi cittadini, è comprensibile e sotto questa spinta dell’opinione pubblica, si allarga il fronte della “linea dura”. Il principio della” difesa è sempre legittima“ quando si è in casa o pertinenza di essa, e si subisce un’aggressione , conquista sempre nuovi fautori ed i casi un cui l’aggressore ha l’ardire di citare per danni l’aggredito, hanno un effetto deflagrante, giustamente, sull’opinione pubblica, che pretende maggiore tutela per il cittadino dabbene e pugno duro per i criminali. I casi in cui, fior di criminali, feriscono o commettono, comunque violenze sulle vittime, meritano maggiore tutela giuridica per le vittime ed il riconoscimento della “legittima difesa”, con criteri più ampi, rispetto alla normativa vigente. A giudizio del Libero Sindacato di Polizia (LI.SI.PO.) – ha concluso de Lieto - anche i criteri che sono alla base della “Legittima Difesa”, andrebbero rivisti, assicurando maggiore tutela giuridica degli operatori di Polizia, nell’esercizio del proprio servizio. Criteri più ampi per il riconoscimento di aver agito per “legittima difesa” nei confronti di operatori di Polizia che hanno agito, per contrastare azioni violente, con armi o non, da parte di chiunque.

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