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Politica Nazionale

Umbria Next: "Il disturbo da spettro autistico è stato eliminato dalla lista dei LEA. Ora le ASL dovranno farsi carico dell'assistenza"

Di Edoardo Desiderio 14 Maggio 2018 – 17:04 4 min di lettura

umbria next(ASI) Perugia - Il Comitato Permanente sui Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), composto dai rappresentanti del Ministero della Salute, del Ministero dell’Economia e Finanze, dal Dipartimento per gli Affari Regionali e dagli esponenti della Conferenza Stato-Regioni, il 10 maggio scorso ha disatteso la proposta di aggiornamento delle linee di indirizzo per la promozione e il miglioramento della qualità e dell’appropriatezza degli interventi essenziali di assistenza nei disturbi dello spettro autistico, non inserendoli nella lista dei LEA,  escludendo il sostegno del Servizio Sanitario Nazionale a quanti sono affetti da tale patologia.

 

Tutto ricadrà sulle Aziende Sanitarie delle singole regioni, che dovranno fornire ogni genere di supporto con le risorse eventualmente a disposizione. Inoltre le regioni non saranno più obbligate ad aggiornare la Rete Territoriale che delinea la programmazione dei servizi.
Un atto che riteniamo gravissimo e che provocherà un’ulteriore esclusione in ambito socio-sanitario per tutte quelle famiglie con parenti affetti da questa patologia. Una bocciatura che vìola in modo palese anche la legge 134/2015 la quale all’articolo 60 afferma che lo spettro dell’autismo debba essere inserito nei LEA.
Siamo sinceramente preoccupati e allarmati di questa derubricazione, anche a seguito di quanto già denunciato giorni addietro sulle criticità e le gravi carenze dei servizi sanitari in ambito di salute mentale in Umbria, presentate nel “Rapporto nazionale 2017 sulla salute mentale in Italia”. Una regione, la nostra, sostanzialmente incapace di gestire il grande carico di utenza nelle strutture pubbliche dedicate alla salute mentale, che verrà ulteriormente oberato da questa nuova disposizione.
Con questo provvedimento le numerose audizioni in III Commissione Permanente Consiliare, finalizzate ad analizzare, approfondire e proporre risoluzioni in grado di migliorare la qualità della vita e le possibilità di assistenza delle persone che presentano il disturbo dello spettro autistico, rischiano di diventare “parole al vento” senza nessuna possibilità di concretizzazione.
Nonostante siamo coscienti di vivere in periodo storico e sociale “dello scarto”, che tende progressivamente a mettere ai margini ed eliminare i più deboli anche in una regione come la nostra storicamente legata ai valori della solidarietà e dell’accoglienza, chiediamo alla giunta regionale e ai colleghi consiglieri, di adoperarsi fattivamente, attraverso l’orientamento all’ottimizzazione dei servizi e delle risorse, per garantire un livello di assistenza dignitoso per quanti sono colpiti dal disturbo dello spettro autistico e per i loro familiari.

Il Comitato Permanente sui Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), composto dai rappresentanti del Ministero della Salute, del Ministero dell’Economia e Finanze, dal Dipartimento per gli Affari Regionali e dagli esponenti della Conferenza Stato-Regioni, il 10 maggio scorso ha disatteso la proposta di aggiornamento delle linee di indirizzo per la promozione e il miglioramento della qualità e dell’appropriatezza degli interventi essenziali di assistenza nei disturbi dello spettro autistico, non inserendoli nella lista dei LEA, escludendo il sostegno del Servizio Sanitario Nazionale a quanti sono affetti da tale patologia.
Tutto ricadrà sulle Aziende Sanitarie delle singole regioni, che dovranno fornire ogni genere di supporto con le risorse eventualmente a disposizione. Inoltre le regioni non saranno più obbligate ad aggiornare la Rete Territoriale che delinea la programmazione dei servizi.
Un atto che riteniamo gravissimo e che provocherà un’ulteriore esclusione in ambito socio-sanitario per tutte quelle famiglie con parenti affetti da questa patologia. Una bocciatura che vìola in modo palese anche la legge 134/2015 la quale all’articolo 60 afferma che lo spettro dell’autismo debba essere inserito nei LEA.
Siamo sinceramente preoccupati e allarmati di questa derubricazione, anche a seguito di quanto già denunciato giorni addietro sulle criticità e le gravi carenze dei servizi sanitari in ambito di salute mentale in Umbria, presentate nel “Rapporto nazionale 2017 sulla salute mentale in Italia”. Una regione, la nostra, sostanzialmente incapace di gestire il grande carico di utenza nelle strutture pubbliche dedicate alla salute mentale, che verrà ulteriormente oberato da questa nuova disposizione.
Con questo provvedimento le numerose audizioni in III Commissione Permanente Consiliare, finalizzate ad analizzare, approfondire e proporre risoluzioni in grado di migliorare la qualità della vita e le possibilità di assistenza delle persone che presentano il disturbo dello spettro autistico, rischiano di diventare “parole al vento” senza nessuna possibilità di concretizzazione.
Nonostante siamo coscienti di vivere in periodo storico e sociale “dello scarto”, che tende progressivamente a mettere ai margini ed eliminare i più deboli anche in una regione come la nostra storicamente legata ai valori della solidarietà e dell’accoglienza, chiediamo alla giunta regionale e ai colleghi consiglieri, di adoperarsi fattivamente, attraverso l’orientamento all’ottimizzazione dei servizi e delle risorse, per garantire un livello di assistenza dignitoso per quanti sono colpiti dal disturbo dello spettro autistico e per i loro familiari.

 

 

Nota della Redazione

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