(ASI) Roma – “Da oltre due mesi il mondo della scuola è in agitazione a seguito della decisione del Consiglio di Stato che, ribaltando un orientamento giuridico consolidato e confermato da diverse sentenze a loro favore, rischia di tagliare ben 55mila posti di lavoro.
E’ questo il numero degli insegnanti, diplomati magistrali, a rischio licenziamento se non vi sarà un intervento immediato della politica”. Così in una nota Roberta Lombardi, deputata del MoVimento 5 Stelle in Commissione Lavoro e candidata 5stelle alla presidenza della Regione Lazio. “Non possiamo eliminare migliaia di lavoratori che per anni hanno insegnato in scuole di tutta Italia, consentendo ogni anno alla scuola pubblica di chiudere dignitosamente l’anno scolastico, e che per anni hanno chiesto di veder regolarizzata la loro posizione senza alcun riscontro da parte della politica”.
“Urge un provvedimento legislativo che blocchi i licenziamenti tutelando così gli insegnanti e l’intero sistema scolastico, inclusi gli alunni e le loro famiglie. Un intervento fondamentale anche per scongiurare che gli insegnanti licenziati incorrano nelle maglie della ‘Buona Scuola’, che li escluderebbe dopo 3 anni di precariato. Va inoltre aperto un tavolo tecnico-politico includendo sindacati, associazioni e i movimenti della scuola per risolvere il problema struturale del precariato del corpo docente. Tutti i precari andranno tutelati con una soluzione che prenda le mosse dal servizio prestato. Il file rouge che accomuna questi docenti è che tutti prestano servizio e mandano avanti la scuola pubblica italiana e nessuno evidenzia che si vuole mantenerli precari per una chiara volontà politica di sfruttamento economico ed intellettuale affinché si proceda sempre di più verso una privatizzazione della società e dei servizi pubblici. Questo è quanto prodotto ad oggi dalla ‘Buona Scuola’ di Renzi dal cui piano assunzionale – insufficiente, con numeri falsati e poi viziato anche da un algoritmo fonte di deplorevoli conseguenze – sono state escluse diverse categorie senza trovare soluzioni alternative. Finora è stata alimentata una frammentazione delle posizioni degli insegnanti con diversi percorsi di formazione e abilitazione (diplomati magistrali, abilitati in scienze della formazione, storici delle GAE ecc.).E’ arrivato il momento di fermare questa ‘guerra tra poveri’ e agire secondo una visione d’insieme tenendo conto tutte le categorie prodotte dai provvedimenti di chi ha governato negli ultimi anni smantellando la scuola pubblica”, conclude Lombardi.

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