(ASI) “La Lista del Popolo per la Costituzione sarà presente nella competizione elettorale nella metà delle regioni italiane. Riteniamo che questo risultato sia di grande valore e importanza, soprattutto tenendo presenti le scandalose condizioni in cui il governo uscente e la burocrazia dello Stato hanno costretto noi cittadini ad affrontare ostacoli insormontabili, a tratti addirittura stravaganti, nella raccolta delle firme per la presentazione delle liste dei candidati”.

Così in una nota Antonio Ingroia, Giulietto Chiesa e Sandro Diotallevi, tra i promotori della Lista del Popolo per la Costituzione. Rivolgiamo un ringraziamento sentito a tutti i gruppi, comitati e assemblee di cittadini che ci hanno sostenuto e hanno attivamente lavorato perché la nostra voce potesse essere ascoltata dall’elettorato. Il fatto che in alcune regioni italiane l’obiettivo non è stato raggiunto non oscura né cancella il lavoro politico e organizzativo svolto. Tutti i gruppi regionali nel frattempo costituitisi, grazie anche a questo difficilissimo rodaggio devono porsi ora come obiettivo il loro rafforzamento e la loro strutturazione permanente in vista di una grande assemblea nazionale che si collocherà subito dopo il 4 marzo, data dell’elezione parlamentare. Le prossime tappe del nostro percorso ci vedranno dunque più forti e organizzati di quanto non sia stato possibile fare nei tempi impossibili che ci sono stati imposti da un potere ormai clamorosamente anticostituzionale e affossatore della democrazia. Noi - si legge ancora- ricorreremo in tutte le sedi contro questa legge-truffa, contro i responsabili dello scempio istituzionale, contro le incongruenze abilmente costruite per ostacolare i cittadini, contro l‘ostracismo palesatosi nei comportamenti di pubblici ufficiali, inclusi quei Comuni che hanno ostacolato la raccolta dei documenti e il loro reperimento. Faremo denunce circostanziate alle Procure della Repubblica competenti per abuso e omissione di atti d’ufficio dove ci è stato impedito di raccogliere le firme, al fine di ricorrere contro l’illegittima esclusione cui siamo stati sottoposti. Ci rivolgeremo alla Corte Costituzionale per annullare questa vergognosa legge elettorale. Siamo determinati a batterci contro la congiura della casta, in tutte le sue componenti, volta a impedire una rappresentanza vera, in Parlamento, delle istanze di un popolo che è stato spogliato della sua sovranità”, conclude la nota.

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