(ASI) “Italia in Comune non nasce con l’obiettivo di candidarsi alle politiche del 2018 ma vuole costruire un movimento fondato sull’esperienza di sindaci e amministratori locali che rappresentano ormai l’unico terminale dello Stato”. Lo ha detto Alessio Pascucci, sindaco di Cerveteri, nel suo intervento di apertura alla convention di Italia in Comune, in corso a Roma all’Opificio Roma Europa.  

“Dobbiamo costruire un campo valoriale da cui partire tutti insieme per rispondere ad un senso di abbandono e frustrazione che tanti sindaci condividono”, ha detto Pascucci, ricordando come il nuovo movimento politico nasce dall’esperienza di Italia in Comune, la rete di best practice a cui dal 2014 aderiscono oltre 400 amministratori locali.

“Ogni giorno i cittadini ci chiedono il rispetto di alcuni diritti fondamentali: dall’assistenza ai disabili alle persone che hanno perso lavoro. Diritti che spesso non sono nella disponibilità dei sindaci ma a cui cerchiamo di dare delle risposte”, ha aggiunto il sindaco di Cerveteri. Quanto alla crescente sfiducia dei cittadini nei confronti della politica il motivo per il leader di Italia in Comune è chiaro: “la gente è stanca di non poter scegliere i parlamentari che invece vengono selezionati nelle segrete stanze dei partiti, ovvero nei luoghi quanto più distanti dalla gente comune”.

Per tutti questi motivi “Italia in Comune nasce per rappresentare i cittadini che hanno ancora voglia in indignarsi. Indignarsi di fronte ad un Parlamento che vota leggi elettorali non per garantire la stabilità del Paese ma per favorire la maggioranza che le ha votate”. Ma indignati anche di fronte all’idea “tutt’altro che rivoluzionaria di mandare in Parlamento le persone di strada. Chi governa il Paese dovrebbe per prima cosa imparare come si amministra, perchè la politica per noi deve essere una professione da imparare”, conclude Pascucci.

Lo comunica in una nota l’Ufficio Stampa di Italia in Comune

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