(ASI) Con le elezioni alle porte, cresce il terrore che a vincere, (sempre più probabile dopo l’articolo di cui sto per dire) sarà il Movimento 5 Stelle, e allora c’è la chiamata alle armi, per cercare di arginare con tutti i mezzi possibili, quella mobilitazione popolare, ormai inarrestabile, che il Movimento 5 Stelle intende rappresentare.

Resisi conto che non è efficace e non produce effetti, la continua denigrazione e la tac che fanno ogni giorno, sui media e in Tv, agli amministratori grillini, si è pensato a lanciare l’allarme antidemocratico: il Movimento 5 Stelle è eversivo! Lo sostengono personaggi autorevoli e del tutto disinteressati come Matteo Renzi per il Pd e Silvio Berlusconi per Forza Italia. In verità, basterebbero loro, con l’assoluta autorevolezza e affidabilità che li contraddistingue, ma è meglio approfondire la questione, visto il grave rischio che corre l’Italia. E, allora, per spiegarlo meglio ai lettori, sul Corriere della Sera, ci ha pensato, con un ragionamento contorto e ambiguo, a tratti grottesco e contraddittorio, Ernesto Galli della Loggia. Dopo aver rimproverato i partiti che ci hanno governato negli ultimi vent’anni, che sono poi quelli di cui sopra, si chiede “possono essere soddisfatti che questa è l’immagine dell’Italia che la loro ventennale gestione della cosa pubblica trasmette all’estero, a Bruxelles, a Berlino, a Parigi? Quella di un Paese in cui il primo partito è un partito eversivo? Ma il vero punto è un altro - prosegue Galli della Loggia - lasciando in sospeso la questione della presunta natura eversiva del M5S, quello che è certo è che di sicuro non sono eversivi i suoi elettori o almeno la stragrande maggioranza”. E qui ho fatto una pausa per riflettere e cercare di capire, intanto se il Movimento è eversivo o no, perché nella frase precedente sembra fosse certa la natura eversiva, poi invece è presunta, e poi ancora una parte di elettori è eversiva e una parte no. Più chiaro e lineare di così non poteva essere. Però poi mi è venuto un dubbio: io che ho votato (e voterò) per il M5S, sono in quella stragrande maggioranza che non è eversiva o invece sono eversivo. A chi devo chiederlo? Vorrei essere certo di non farmi ripudiare dai familiari per aver messo in allarme tutte le capitali europee. L’illustre professore non ha capito che la gente è nauseata di tutto quello che hanno combinato i governanti in tutti questi anni, non che “sono stati inferiori, drammaticamente inferiori al loro compito” come sostiene lui. Di più, molto di più: incapaci e complici di tutte le nefandezze. Per questo il 58 per cento, secondo i suoi calcoli, protesta: il 30 % votando il M5S ed il resto non andando a votare. Forse non si è accorto che a Bruxelles, Berlino e Parigi, sono preoccupati perché deteniamo il record mondiale di corruzione, evasione fiscale, disoccupazione giovanile e debito pubblico, non per il vantaggio che attribuiscono i sondaggi al M5S. Abbiamo il Paese sotto il diretto controllo della mafia e della ‘ndrangheta. Non solo in Europa ma in tutto il mondo, non so cosa abbiano pensato quando hanno saputo che un mafioso sanguinario qual era Totò Riina, accusato di centinaia di omicidi e gravato da decine di ergastoli sia rimasto latitante 24 anni in una villa con la moglie, con la quale, nel frattempo, ha avuto anche tre figli. Hanno capito tutti quanto sia efficace la lotta alla mafia di cui i governanti si vantano ogni giorno. E’ un Paese ormai senza controllo, invaso da centinaia di migliaia di migranti, con un’infinità di furti e violenze d’ogni genere, e i cui responsabili hanno l’assoluta certezza di non pagare mai. Ancora: un Paese con una pressione fiscale insopportabile, riservata peraltro solo al ceto medio, perché i ricchi, come dimostrano le inchieste recenti e passate, con elusione ed evasione, beffano il fisco e tutti noi, non pagando un centesimo. Serve altro? Così hanno ridotto l’Italia coloro che si permettono di insultare e denigrare il M5S e i suoi elettori. Al professore Della Loggia, sarebbe venuto meglio l’articolo se avesse raccontato gli “sbagli che hanno commesso” coloro che ci hanno governato in tutti questi anni piuttosto che arrampicarsi sugli specchi per cercare di avallare l’ipotesi dell’eversione. Di cui, forse, è il primo a non essere del tutto convinto, visto che nell’articolo a volte usa “presunta” ed in altre mette le virgolette. Le mette anche quando sostiene, non si sa bene in base a quale criterio, forse per tranquillizzare i romani, seriamente allarmati, che Virginia Raggi, sindaco di Roma, non è “eversiva” è solo “molto inetta”. E qui si fa fatica a capire se era meglio il buco della toppa, peraltro gravemente diffamatoria.

   Fortunato Vinci - Agenzia Stampa Italia

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