(ASI) Dopo le deludenti tappe italiche del treno del Pd, dopo le forti contestazioni dei giorni scorsi e le perplessità suscitate da certe scelte strategiche operate dallo staff elettorale di Matteo Renzi e dallo stesso segretario, il disastro si è consumato in Calabria.

Tre mari di contestazioni

Proprio nella regione che affaccia sui 3 mari d’Italia, il tour del Pd ha incontrato le più aspre contestazioni. Da Reggio Calabria a Rosarno, da Lamezia a Catanzaro fino a Cirò Marina e Crotone, insomma dal Tirreno allo Ionio, passando per il Mediterraneo, le contestazioni dei calabresi hanno coperto la gioia per la visita del segretario Pd con il suo treno. In ogni città attraversata sono stati necessaria ampi dispiegamenti di Carabinieri e Polizia a protezione del segretario. La stazione di Catanzaro Lido è stata blindata durante tutta la permanenza del treno  del Pd “Destinazione Italia”, mezzo di trasporto scelto dallo stesso segretario per il proprio tour. Forti contestazioni a Lamezia e Rosarno hanno costituito fonte di ritardi sul crono programma delle visite del segretario Renzi. In tutte le città interessate non sono mancate manifestazioni ed assembramenti spontanei di cittadini che chiedevano a gran voce a Renzi di rispettare l’impegno preso un anno fa, al tempo del referendum, di lasciare la politica. Altresì da più parti i toni della contestazione hanno assunti contorni piuttosto accesi al punto da sfociare in aperte manifestazioni di dissenso con la stessa visita del premier in terra calabra.

 Nel corse delle visite, i cui programmi sono stati abilmente concertati dallo staff politico del Pd, il segretario Renzi ha incontrato sia i rappresentanti politici del proprio partito, che quelli delle istituzioni. Oltre ai leader politici locali, Renzi ha chiesto ed ottenuto fin da subito di poter inserire nel proprio programma l’incontro con i rappresentanti delle associazioni locali che curano e promuovono da anni il territorio. In particolare il segretario del Pd ha incontrato l’associazione “Basta Vittime sulla SS 106” e l’Associazione “Ferrovie in Calabria”. Ambo le associazioni si occupano rispettivamente dello stato della Strada Statale 106 Jonica, principale via di comunicazione che collega le città costiere affacciate sul Mar Jonio con il resto del paese, e dello stato della rete ferroviaria calabrese, ormai ridotta, oggettivamente da anni, al fantasma di se stessa.

SS 106: la strada degli anni 50

Gli incontri sono stati giudicati come buoni dai rappresentanti di entrambe le associazioni. Sul profilo Facebook della associazione “Basta Vittime sulla SS 106” Fabio Pugliese scrive - “ L’ho salutato amichevolmente. Come si fa con un ospite che viene a trovarti a casa e si dimostra amico. Tuttavia non sono certamente stato lì ad “accarezzarlo”. Tutt’altro.Quello che dovevo dirgli, l’ho detto in modo chiaro e senza peli sulla lingua perché ero cosciente, oggi come non mai che davanti a lui questa sera c’era il Presidente dell'associazioneBasta Vittime sulla SS 106”, c’era la mamma che ha perso sua figlia, c’era la sorella che ha perso il fratello, c’era unaCalabriastanca di piangere i propri cari, che è presentein questo gruppo ed ha una voce sola che chiede fatti e cambiamento”. Lo stesso Pugliese ha poi confermato l’impegno assunto pubblicamente in tale occasione dal segretario Renzi di stanziare fondi per la messa in sicurezza e l’ammodernamento della SS 106. Tale strada, la cui concezione tecnica è ferma a quella delle statali del dopoguerra, è tristemente nota anche a livello nazionale per la catastrofica sequenza di incidenti che vi si verificano con cadenza spesso giornaliera e che recentemente hanno portato alla morte una bambina di appena 6 anni. Secondo Pugliese il segretario avrebbe dichiarato che la questione della SS 106 gli starebbe particolarmente a cuore in quanto la perdita di un suo caro amico o legherebbe al desiderio di “far si che in futuro certe tragedie non si ripetano”. Ciò nonostante lo scetticismo da parte dei calabresi ha contraddistinto questo incontro. Secondo la maggior parte degli abitanti locali il segretario sarebbe impegnato in una pura operazione di marketing politico, ossia, in quanto alla ricerca di voti, disposto a promettere qualsiasi cosa pur di avere l’appoggio popolare.

La scelta del treno: un auto - goal?

Se dal punto di vista stradale l’incontro è stato contraddistinto dallo scetticismo generale nei confronti del segretario, voci di protesta ancor più forti si sono levate quando si è affrontato il tema delle ferrovie. Qui il segretario Renzi ed il Pd sono partiti decisamente svantaggiati dalla stessa scelta di aver impostato il tour elettorale a mezzo ferrovia. Nella Calabria, che da anni ormai si vede ridurre  i servizi ferroviari, e vede i propri cittadini costretti a subire la scelta obbligata delle autolinee private su gomma, la scelta del treno è stata percepita dalla maggioranza come un atto di pessimo gusto. Soprattutto sul versante Jonico, dove la ferrovia è stata sottoposta l’estate scorsa ad ampi lavori di ristrutturazione, le contestazioni sono state particolarmente aspre. Su questa ferrovia, un tempo vanto d’Italia in fatto d’innovazione e servizio capillare, da anni ormai si è assistito ad una progressiva contrazione dei servizi fino ad arrivare alla soppressione di tutti i collegamenti con il nord lasciando a piccoli e ridicoli intercity, formati con vecchie automotrici della divisione regionale, il compito di mantenere vivi gli ultimi collegamenti utili tra la Calabria Jonica ed il resto della regione. Sulla Jonica infatti i passeggeri da anni non vedono più materiale moderno, ne adeguato alle esigenze di viaggio attuali. La recente re immissione in servizio di una coppia d’intercity effettuata con carrozze della divisione regionale è stata solo una goccia in un mare fatto d’incuria e di mancate risposte alle esigenze dei cittadini e del territorio. In questo quadro, in uno sfondo cioè che vede negati ai cittadini servizi decenti con la motivazione di mancanze di fondi unite a motivazioni burocratico – normative, i calabresi hanno assistito al transito dell’intercity del Pd.  Mentre l’associazione “Ferrovie Della Calabria” ha giudicato l’incontro come buono e proficuo, ribadendo le criticità esistenti ma affermando che la recente ristrutturazione della Jonica faccia ben sperare, diversamente la pensano i cittadini. In particolare sui social network si è scatenata la rabbia dei calabresi della costa Jonica le cui contestazioni hanno spaziato dallo scetticismo, all’ironia, fino a toni ben più duri. Commenti come “Si sono fatti l’intercity ma viaggiano in mezzo alle erbacce che tra poco nasconderanno i binari”; o come “Niente intercity per i cittadini ma per il Pd si”, danno una chiara idea della percezione che la Calabria Jonica ha avuto del tour di Renzi. Così, mentre il segretario ed il Pd promettono investimenti e la cura del ferro per la fascia costiera dello Jonio, la maggioranza dei cittadini ha chiaramente lasciato intendere che più che un tour popolare, la visita del segretario è stata forse un peccato d’ingenuità per tempi e modi organizzativi. In particolare vedere lussuose carrozze intercity su linee dove questi servizi sono negati ai cittadini, sapere che il Pd ha stanziato 400.000 euro per un iniziativa elettorale con i cui fondi si sarebbero potuti operari miglioramenti quantitativi e qualitativi dell’offerta ferroviari lungo la Jonica, ma soprattutto vedere tanto “lusso” percorrere tratte ferroviarie in stato di semi abbandono; è parso forse come la cieca visita del signore nobiliare alle proprie terre in sfacelo. 

In tutto ciò rimane il fatto che una delle più belle terre d’Italia rimane senza servizi adeguati. Strade vecchie e logore, ponti crollati, ferrovie fatiscenti, da ristrutturare più che da potenziare, senza servizi adeguati, aeroporti che falliscono nonostante grandi numeri di passeggeri, e una costante burocrazia e mala gestione che stroncano perfino le speranze che si possa mai vedere un miglioramento. I cittadini Calabri, le cui famiglie mutilate dal fenomeno dell’emigrazione rappresentano un vero e proprio bollettino di guerra, hanno chiaramente detto che sono stanchi di chiacchiere e di ideologie. La Calabria ha insomma chiesto a gran voce che vengano rispettati i propri diritti alla mobilità sia per far crescere economicamente la regione, che per accorciare le distanze che separano intere famiglie dai propri cari. Non si tratta di una questione politica, ma si tratta di una questione di civiltà.

Alexandru Rares Cenusa – Agenzia Stampa Italia   

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