†(ASI) Terni – “l'acciaio è un punto importante della nostra città”, esordisce così Raffaele Nevi, Capogruppo di Forza Italia in regione, questa mattina durante la conferenza stampa dal titolo “Le evoluzioni del mercato mondiale dell’acciaio e il posizionamento di Terni alla luce della fusione TK-TATA” indetta dal gruppo regionale di Forza Italia e svolta presso la sala riunioni del Centro Multimediale di Terni.


Insieme al Capogruppo regionale Nevi, erano presenti il consigliere comunale Stefano Fatale e Raffaello Federighi.

«La produzione mondiale dell'acciaio inossidabile è stata stimata in 41,5 milioni di tonnellate nel 2015. Nel 2016 di 45,7 milioni di tonnellate. Secondo i dati dell’ISSF: International Stainless Steel Forum il mercato è destinato a crescere in modo significativo con stime in aumento fino a tutto il 2024 di almeno un 5,6 % anno. La Cina - prosegue il Capogruppo di Forza Italia - è il più grande mercato mondiale. Si prevede la crescita più importante del 5,9% dal 2016 al 2024.
Rispetto ai valori Globali in EU la crescita è più moderata ma si attesta intorno al più 1,5% rispetto ai 7,3 milioni di tonnellate del 2015. In Italia il valore di crescita è assimilabile a quello EU.

AST in contro tendenza con il mercato globale

«A fronte di questa crescita importante della domanda mondiale di Inox Acciai Speciali Terni è in contro tendenza come è ben evidenziato dai bilanci consuntivi, la produzione non aumenta e non raggiunge nemmeno il valore minimo previsto dall’accordo al MISE del 3 dicembre 2014».

AST in sei anni perde 10 posizioni nella classifica dei produttori mondiali di acciaio

«AST perde posizioni e passa dalla quarta posizione del 2010 nella classifica dei produttori mondiali (Classifica ISSF, SMR 2010) alla quattordicesima posizione nel 2016. Consuntivando quindi un doppio effetto negativo, perdite assolute e relative di volumi e di mercato. Paga una scarsa produttività, peggiora nelle consegne (volumi e ritardi mai consuntivati nella storia aziendale) e nella qualità percepita dai clienti e da importanti leader globali. Anche in conseguenza di ciò attua una politica aggressiva di prezzo per compensare i mancati volumi che a volte l'hanno messa fuori mercato».

AST e OTK

Secondo i dati forniti da Nevi, in EU chi viene favorito dalla perdita di volumi di AST è Outokumpu, giocatore importante nel mercato globale con una capacità di 2,4 milioni di tonnellate a partire dal 2014. In OTK è confluito tutto l’acciaio INOX tedesco e una parte importante del network commerciale di AST.

I Competitor migliorano la presenza sul territorio italiano

«In Italia chi beneficia della debole posizione di AST sono i centri di servizio indipendenti i più forti in EU per tradizione e competenze e per presenza in aree strategiche del manifatturiero che favoriscono l’immissione del materiale dai paesi asiatici. I nostri concorrenti storici (OTK, Aperam, etc) nel frattempo migliorano la presenza anche con nuovi centri di servizio presenti sul territorio italiano».

«Non vorremmo – afferma Nevi - che qualcuno in ThyssenKrupp abbia deciso che la società da sacrificare in EU fosse proprio l'AST. Non vorremmo pensar male ma per smentire questa preoccupazione non occorrono nuove parole ma fatti concreti e un nuovo “patto” impegnativo tra la ThyssenKrupp e l'Italia. Dobbiamo sempre tenere a mente che l'acciaieria di Terni è l'unico produttore di acciaio piano laminato inox nel nostro paese e quindi è un impianto strategico anche per quei settori che impiegheranno sempre di più acciaio inox nel futuro (automative/edilizia/industria alimentare/elettrodomestici/etc)».

Cosa serve per tornare ad essere grandi

Secondo Nevi, per tornare ad essere un grande player europeo occorrono più investimenti sugli impianti, più persone qualificate, più volumi (almeno 1,2 milioni di tonnellate/anno) e il giusto mix di caldo e freddo, più relazioni industriali, una politica commerciale adeguata e bilanciata sulle specificità del nostro paese e non sulle specificità tedesche e in ultimo, ma non in ordine di importanza, una maggiore attenzione all'ambiente (non solo scorie).

I punti disattesi dell’accordo stipulato nel 2014

Infine, Nevi non dimentica di ricordare i punti disattesi dell’accordo stipulato nel 2014 sul mantenimento di un mix produttivo tra area a caldo ed area a freddo in grado di garantire una capacità annua minima di acciaio colato pari a 1 milione di tonnellate, ricercando condizioni di contesto (mercato, qualità, efficienza) che consentano anche il potenziamento delle lavorazioni “a freddo”.

Nevi, ribadisce che i volumi di produzione non hanno mai raggiunto il milione di tonnellata di acciaio colato previsto (ciò mette in discussione il secondo forno e mancano le economie di scala necessarie a sostenere la produttività aziendale).

Inoltre l’accordo prevedeva anche “l’attivazione di investimenti finalizzati al miglioramento della qualità del prodotto dell’efficienza del processo produttivo ed alla manutenzione degli impianti(...)”

Secondo Forza Italia si è invece peggiorata la qualità e la consegna del materiale finito, con notevoli ritardi anche per la mancanza di adeguati investimenti e manutenzioni programmate, oltre all’ eliminazione di figure professionali importanti che hanno dato più la sensazione di voler puntare sulla fiducia al capo piuttosto che sulla qualità e il merito.

Anche per quanto riguarda il rafforzamento della rete commerciale nel contesto dell’inserimento di AST nella divisione “TK Materials”, in grado di garantire un elevato grado di penetrazione su tutti i mercati mondiali, i risultati indicano che le quote di mercato di AST sono peggiorate a livello globale. Questo è derivato dalla mancanza di volumi e ad una politica di prezzo esasperata che ha favorito i nostri concorrenti.

Infine, sul mantenimento della trasformazione di semilavorati in titanio è avvenuta la dismissione e in riferimento ai 10 milioni stanziati per i programmi di ricerca ed innovazione, valorizzando i brand AST, Tubificio di Terni, SDF (Società delle Fucine) ed Aspasiel, quest’ultima è stata chiusa, mentre SDF è stata ridimensionata e privata di investimenti.

La mozione per un nuovo accordo tra la Thyssenkrupp e il Governo Nazionale

A conclusione della conferenza Nevi chiede attraverso una mozione di «attivarsi presso il Governo Nazionale affinché venga stipulato un nuovo patto impegnativo, che veda coinvolte la ThyssenKrupp, le istituzioni locali e le rappresentanze sindacali nazionali e locali, nel quale siano previsti nuovi investimenti negli impianti, nel capitale umano e nell'ambiente per garantire un presenza importante nel mercato europeo e mondiale».

Edoardo Desiderio – Agenzia Stampa Italia

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