(ASI)La possibilità di catturare, detenere reclusi a vita e finanche uccidere con relativa facilità gli orsi definiti ‘pericolosi’, non si sa bene in base a quali caratteristiche, è un vero abominio”.  
Questa la stroncatura dell’Ente nazionale Protezione Animali contro la decisione presa dal presidente della Provincia di Trento nell'immediatezza di un fatto su cui, denuncia l’associazione, non è stata, peraltro, ancora fatta la dovuta chiarezza, così come non è stato neanche individuato l'esemplare che si sarebbe reso responsabile dell'aggressione. “Paradossalmente, commenta ironico un comunicato, c'è l'ordinanza ma non l'orso da catturare!”. Da qui l’invito a sospendere ogni giudizio e provvedimento (#NessunoTocchiOrso) fino a quando non sarà chiarita la dinamica dei fatti, sul presupposto che “la convivenza con gli orsi è possibile, ma solo adottando le misure proposte dalla scienza e dalla ragionevolezza, non certo quelle adottate sull'onda dell'emotività e per guadagnare facili consensi”. Secondo Enpa il provvedimento della Provincia pare un “mero pretesto” per realizzare “un disegno -il massacro degli orsi- da troppi atteso”. Un obiettivo che, per l’associazione animalista fondata da Giuseppe Garibaldi, rappresenta solo un “riflesso della più generale biofobia della cattiva politica: dopo i lupi, che Galletti voleva a tutti i costi sterminare, ora il Ministro avrà potere di vita o di morte sugli poiché chiamato ad autorizzare catture e uccisioni”. 

L’Enpa si mobilita chiamando a raccolta gli italiani, “la stragrande maggioranza dei quali ha a cuore gli animali e non condivide in alcun modo le campagne strumentalmente allarmistiche” contro essi. Due le iniziative promosse: una mail bombing attraverso la propria pagina Facebook e una petizione sulla piattaforma Change.org.

Enpa rinnova a tutti l'invito alla calma e con esso la richiesta di sospendere ogni giudizio fino a quando non sarà chiarita la dinamica dei fatti. La convivenza con gli orsi è possibile, ma solo adottando le misure proposte dalla scienza e dalla ragionevolezza, non certo quelle adottate sull'onda dell'emotività e per guadagnare facili consensi. Fermiamoci tutti: #NessunoTocchiOrso.

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