(ASI) “Roma ha deciso. Con tono quasi trionfalistico il governo ha consegnato l’Ilva ad Arcelor Mittal, approvando un piano che nella migliore delle ipotesi renderà la città più povera, senza garantire adeguate, quanto fondamentali, strategie di bonifiche ambientali. Il decreto ministeriale svende l’acciaieria, senza che nulla si sia fatto in quattro anni di commissariamento statale, per dare il via ad un percorso virtuoso, che prevedesse innanzitutto una riconversione della forza lavorativa in esubero. Ci si pensa solo ora, e a parole. La fragilissima economia tarantina rimane avvolta nei fumi dell’Ilva, nelle polveri che ricoprono il vivere quotidiano di migliaia di persone che hanno perso la speranza di voltare pagina”, lo dichiara l’onorevole Vincenza Labriola, capogruppo per il Gruppo Misto in commissione Lavoro alla Camera dei Deputati.
“Taranto annaspa: il grigiore dell’Ilva, il mancato rilancio del porto, il nulla di fatto sull’aeroporto, il commercio regolare insidiato da abusivismo e criminalità. Servizi sanitari inadeguati. Una situazione complessa, mai affrontata dal governo nazionale – prosegue Labriola –. Palazzo Chigi porta Genova e Trieste sulla via della seta, senza considerare l’opportunità di inserire lo scalo ionico in un programma di moderno sviluppo infrastrutturale. Ma dimenticarsi di Taranto è ormai una tristissima consuetudine”.
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