(ASI) Perugia - Ikea si, Ikea no. Anteprima dell’intervista esclusiva rilasciata da Renzo Baldoni al gruppo editoriale ASI. Il noto rappresentante locale del centrodestra fa il punto su quello che è ormai divenuto il nodo strategico della città per eccellenza. 

Secondo Baldoni le criticità attuali legate ad una viabilità non più al passo con le mutate esigenze, saranno da considerarsi assolutamente di trascurabile entità al confronto con quello che accadrà all’apertura dell’Ikea nell’area ex – Enel di Collestrada. Non siamo contrari a chi vuol fare impressa. Il centrodestra ha anzi sempre sostenuto che senza investimenti, senza impresa e senza profitto non esiste il lavoro. Siamo però contrari alla politica del 'dopo'. Chi vuole investire si deve far carico delle problematiche che il proprio investimento creerà perché sappiamo che 'dopo' non accade mai nulla”. Baldoni ha quindi ribadito l’esigenza di investire per aggiornare ed ampliare la viabilità. Secondo l'esponente del centrodestra, è ovvio che tale ampliamento debba essere anche a carico di chi trae profitto dalla costruzione di insediamenti produttivi in una certa zona. Baldoni ha espresso forti dubbi su alcune 'stranezze' che hanno portato Ikea dal sito originale di San Martino in Campo a quello dell’area ex- Enel di Ponte San Giovanni, ed ha criticato le scelte di alcuni rappresentanti del centrodestra asserendo: “Abbiamo fatto, come centrodestra, una battaglia pazzesca contro l’urbanizzazione scellerata ed a macchie di leopardo a Ponte San Giovanni, così come contro le scelte scellerate in fatto di viabilità nel quartiere e nella zona sud di Perugia. Adesso che siamo al governo della città che facciamo? Improvvisamente, ci dimentichiamo di tutte le nostre battaglie e cavalchiamo una soluzione che non ci appartiene? Ognuno di noi, ed ogni gruppo politico, deve avere la propria appartenenza politica, ma ancor prima viene la propria coerenza. Se per 15 anni abbiamo combattuto una situazione e un certo modo di vedere le cose, quando andiamo al governo, dovremmo far nostre le scelte di battaglie che abbiamo fatto. Non dimenticarle completamente e continuare nell’errore. Errare è umano, perseverare è diabolico. Perseverare nell'errore è negativo, lo è soprattutto per chi di questa lotta ne ha fatto un vessillo politico. Sembrerebbe che il piano commerciale in questa zona sia stato modificato apposta per favorire questo nuovo insediamento. Sarebbe gravissimo se personaggi del centrodestra l’avessero approvato con questa finalità. Se invece l’avessero approvata solo per un ampliamento generale, indipendentemente dalla finalizzazione, ci potrebbe anche stare. Ma se tu la fai in relazione ad una finalizzazione che va contro a tutte le battaglie fatte in 15 anni, è veramente gravissimo e chi l’ha fatto se ne deve assumere la responsabilità”. Oltre alla questione Ikea, Renzo Baldoni ha ribadito che le istanze del quartiere di Ponte San Giovanni, così come della zona sud di Perugia, tradizionalmente rappresentate da Baldoni fin dalla sua esperienza di presidente della circoscrizione, prevedono il recupero degli immobili dismessi, la tutela delle aree verdi e l’avvio di un serio processo di adeguamento della viabilità entro i limiti di quanto permesso dalle finanze pubbliche. Baldoni si è detto contrario alla “concessione di anche solo un ulteriore metro cubo” senza che vi sia un’attenta pianificazione inerente ai punti sopra citati. In questo senso non ha risparmiato critiche alle politiche comunali riguardanti il progetto di una sezione distaccata degli uffici comunali nel quartiere. Questo, ha ricordato Baldoni, seppur era tra gli obbiettivi delle battaglie del centrodestra, al tempo forza di opposizione, rischia ora di divenire una clamorosa autorete poiché, contrariamente alla politica del recupero e della valorizzazione degli spazi urbani, prevede invece l’ulteriore “irreversibile depredazione” dei pochi spazi liberi ancora esistenti nel quartiere, ciò senza che vengano prese in considerazione le esigenze di vivibilità e di riqualificazione del quartiere mediante il recupero e lo sfruttamento di “immobili privati ed industriali attualmente liberi e disponibili le cui dimensioni e la cui posizione ben si presterebbero a conciliare le necessità dei servizi per i cittadini, di risparmio, di recupero e di valorizzazione del quartiere”.
Questa è una breve anticipazione di quanto ha dichiarato ad ASI Renzo Baldoni. Per gli ulteriori approfondimenti e rivelazioni, diamo appuntamento ai lettori all’edizione del giornale di domani che riporterà la trascrizione integrale dell’intervista fatta all'esponenste del centrodestra umbro.

Alexandru Rares Cenusa – Agenzia Stampa Italia

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