(ASI) Roma - “Non avevamo alcun dubbio che l'Unione Europea fosse d'accordo con le scelte del governo italiano di istituire un CIE per ogni regione. Anzi, eravamo certi che la decisione del ministro Minniti fosse stata concordata con Bruxelles. D'altronde, non si muove una foglia che la Troika non voglia.”

I membri M5S della commissione d’inchiesta CIE-CARA Giuseppe Brescia, Vega Colonnese e Marialucia Lorefice sottolineano come: “Poco importa se tutti gli esperti del settore hanno dichiarato, praticamente in coro, che i Centri d'Identificazione ed Espulsione (CIE) sono un fallimento annunciato. Così come poco importa che saranno sprecati chissà quanti altri milioni di euro delle tasse degli italiani per realizzare queste inutili strutture. Infatti l'Europa comanda ma non mette un centesimo. I dati parlano chiaro e sono contenuti nel Legge di Bilancio del Governo: su un totale di 4 miliardi, l'UE riconosce appena 112 milioni per far fronte a tutte le operazioni necessarie, dal salvataggio in mare, alla gestione dell'accoglienza, fino ad arrivare alle spese per istruzione e sanità. Governo nuovo, storia vecchia. Renzi o Gentiloni, poco cambia: schiavi dell'UE eravamo e schiavi dell'UE rimaniamo”.

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