Presenti Luciano D'Alfonso, Francesca Scopelliti, Giulio Petrilli, Vincenzo Di Nanna

(ASI) “Non possiamo avere nei confronti dello Stato la paura che la giustizia possa uccidere diritti e dignità delle persone”. Con queste parole il presidente della Giunta regionale, Luciano D'Alfonso, ha sintetizzato il dramma dell'ingiusta detenzione e degli errori giudiziari intervenendo alla presentazione del libro di Enzo Tortora Lettere a Francesca. “Con Tortora si verifica uno Stato che uccide un cittadino, il cui sacrificio sanguinante descrive la condizione fallimentare di un ordinamento”, ha proseguito D'Alfonso.

Al suo intervento è seguito quello della sen. Francesca Scopelliti, compagna di Tortora e curatrice del libro nato dal suo incontro con la Fondazione Enzo Tortora e l'Unione delle Camere Penali, che ha spiegato: “Non avrei mai reso pubbliche queste lettere perché le ritenevo private, ma in effetti sono una denuncia della condizione carceraria, una denuncia di quello che capita a un innocente in carcere: non pubblicandole privi il paese di un materiale su cui discutere e quindi le ho pubblicate. Oggi sono felice perché è avvenuto proprio questo, confermato dalle parole del presidente: come diceva Marco Pannella, 'fai quel che devi, accada quel che può'. Porto la ribellione di un uomo che ancora vive in queste lettere e chiede che le cose cambino: occorre ripristinare lo Stato di diritto e riportare la giustizia giusta per non piangere più vittime”, ha concluso.

E al dibattito coordinato da Giulio Petrilli è intervenuto anche l'avv. Vincenzo Di Nanna, segretario di Amnistia, Giustizia e Libertà Abruzzi: “La proposta radicale di amnistia non significa scarcerare i delinquenti, ma ripristinare quel minimo di legalità che non vi è nel nostro ordinamento. L'ingiusta detenzione non è solo quella riconosciuta, ma anche quella di tutti coloro che non si possono permettere una difesa adeguata. In questo può essere utile trovare una soluzione per la nomina del garante dei carcerati: Marco Pannella candidò Rita Bernardini, lei ha detto che si farebbe da parte purché sia eletto un garante, il cui ruolo è fondamentale per difendere quegli ultimi che non possono permettersi l'avvocato”. Nel ribadire il suo sostegno e quello della maggioranza alla candidatura radicale della Bernardini, D'Alfonso ha auspicato “un voto di saggezza” da parte di alcuni esponenti dell'opposizione, attualmente contrari alla nomina ma che finora non hanno espresso proposte alternative.

 

Foto di Laura De Berardinis

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