Matteo Renzi ha annunciato le dimissioni a spoglio in corso

(ASI) Roma - I capi di governo nel 2016 sono stati la vittima preferita dei referendum. Come Cameron prima di lui, anche Renzi è stato fagocitato dal voto popolare da lui stesso invocato.
Quasi sette italiani su dieci sono andati alle urne e fra i votanti il 59,95% ha voluto respingere la riforma costituzionale del governo. L'alta partecipazione non deve sorprendere per un referendum costituzionale privo di quorum, quindi di astensionismo strategico.
Un risultato netto nella scelta di voto invece, confermato in 17 regioni su 20, dove solo Trentino, Emilia Romagna e Toscana sono state a favore del SI. Perfino il paese della ministra Boschi, autrice della riforma, ha preferito il NO. Campania, Calabria e Sicilia sono le regioni con la più bassa affluenza.
Matteo Renzi ha annunciato le dimissioni un'ora dopo l'inizio dello spoglio. "Ho perso io, non voi che avete creduto in un processo di cambiamento per l'Italia. Spetta ai leader del NO decidere cosa fare, non siamo stati convincenti, sarà la mia poltrona a cadere. Domani mattina salirò al Quirinale per rassegnare le dimissioni".
Mentre nei comitati del SI alle una non c'era più nessuno, a quell'ora i sostenitori del NO iniziavano a festeggiare. Il direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio parla di un'Italia che ha respinto l'autoritarismo di personaggi come Craxi, D'Alema, Berlusconi e ora di Renzi. Grillo invoca le elezioni anticipate "anche con l'Italicum". Salvini, il primo a parlare, ha preferito celebrare la "vittoria del popolo e della democrazia."
Le reazioni sono state immediate sia sulla stampa estera che sui mercati asiatici. Sebbene la media di durata dei governi in Italia sia di circa due anni, si teme un innalzamento dello spread e il crollo dell'Euro. Shanghai ha aperto con il -1,23%.
Renzi salirà al Colle per dimettersi, ma regna l'incertezza sulla risposta di Mattarella. Le opposizioni rifiutano ogni forma di governo tecnico e spingono per il voto. Nessuno dal fronte del NO vuole il quarto governo non eletto dai cittadini, ma al tempo stesso si voterebbe con due leggi diverse, una per ogni camera.
Inizierà un lungo processo di consultazioni, nel quale è difficile definire l'impatto sulla stabilità del Paese.
Potrebbe essere proposto un rimpasto, ma molto dipenderà dalla volontà di Renzi. C'è stato chi ha fatto il nome di Padoan come nuovo premier, chi preferiva Laura Boldrini. In caso di elezioni invece, per quanto lo abbiano criticato, l'Italicum come legge elettorale alla Camera favorirebbe il Movimento Cinque Stelle.
Tutti gli schieramenti politici sono propensi per le elezioni, perfino la minoranza del Partito Democratico, ma di tutt'altra difficoltà sarà delineare nuove alleanze ora che il nemico comune è caduto. Come ha detto Renzi prima di ringraziare la moglie Agnese e i suoi figli, "Viva l'Italia, i cittadini hanno scelto così. Ora aspetto le idee alternative dei vincitori che hanno detto NO alla nostra proposta di cambiamento".

Lorenzo Nicolao - Agenzia Stampa Italia

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