I tabacchicoltori italiani produrranno con qualità e nel rispetto dell’ ambiente

(ASI) Roma – Japan tobacco international (Jti) acquisterà in Italia tabacco Virginia Bright per almeno 7mila tonnellate annue fino al 2020, con un ulteriore investimento di 160 milioni di euro, che si va ad aggiungere ai 460 milioni di euro investiti dal 2005 a oggi. I tabacchicoltori italiani, dal canto loro, si impegnano a produrre tabacco di alta qualità, nel rispetto dell’ambiente e delle regole agroambientali.

Sono questi i principali punti dell’accordo quadro siglato, mercoledì 5 ottobre a Roma, tra il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali (Mipaaf) e la multinazionale con sede a Ginevra. Ad apporre le loro firme sul documento sono stati il ministro Maurizio Martina e il presidente della regione Western Europe di Jti Vassilis Vovos. All’incontro, che si è tenuto a palazzo Chigi, è intervenuta anche Maria Elena Boschi, ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, e PierCarlo Alessiani, presidente e amministratore delegato di Jti in Italia. Presenti l’ambasciatore giapponese Kazuyoshi Umemoto e rappresentanti delle associazioni di categoria tra cui Oriano Gioglio, presidente nazionale ed europeo di Unitab (Unione dei tabacchicoltori).

“Si fa un grande passo in avanti – ha dichiarato il ministro Martina –, in particolare nelle relazioni tra una grande azienda internazionale di questo settore e i nostri territori, penso alla Toscana e all’Umbria in primis. Questo è uno strumento utilissimo per consolidare un settore che ha avuto negli anni scorsi momenti molto complicati e che sta lentamente uscendo da questa situazione rilanciando la sfida della qualità, della sostenibilità e un buon lavoro sulle quantità”.

“Tutto il tabacco da noi coltivato – ha spiegato Gioglio – sarà sottoposto a rigidi controlli e a rigorose procedure finalizzate alla tracciabilità della produzione. Così com’era stato con l’intesa raggiunta nel 2012, anche l’accordo firmato oggi consentirà, al mondo dei produttori di tabacco, di avere maggiori certezze, sia in termini di quantitativi prodotti che di sostenibilità economica”. In Umbria, nel 2015, sono 336 le aziende tabacchicole, 5.400 i lavoratori del settore, 5.733 gli ettari di superficie coltivata e 168 i quintali di tabacco prodotti.

L’intesa si sviluppa in singoli accordi commerciali biennali tra Jti, produttori e manifatture locali.

“Questo accordo – ha dichiarato Vassilis Vovos – rappresenta per noi un impegno economico pluriennale molto significativo per l’acquisto di tabacco italiano. È il segno tangibile del nostro supporto ai tanti coltivatori e addetti che operano in questo importante settore in Italia, e che hanno sempre prodotto tabacco di eccezionale qualità per le attività di Jti a livello globale”.

“Da toscana devo dire che – ha aggiunto il ministro Boschi – tutto il settore legato a produzione e trasformazione del tabacco mi è particolarmente caro. L’Umbria il Veneto sono territori importanti per la produzione, ma anche la Toscana e il territorio da cui provengo. Nei miei ricordi di bambina c’è il profumo di quando a fine estate il tabacco si metteva a essiccare e con le finestre aperte, la sera, entrava in casa. È veramente una storia che fa parte dei nostri territori”.

A seguire, nella sede nazionale di Confagricoltura a palazzo della Valle, alla presenza di un’ampia rappresentanza di tabacchicoltori umbri e veneti, è stato presentato il progetto di ricerca sulla tabacchicoltura in Umbria e Veneto, realizzato da Jti, e il docu-film ‘Un modello da coltivare’ che costituisce una vera e propria ricerca qualitativa sulla filiera tabacchicola nelle due regioni, raccontata attraverso la testimonianza dei protagonisti diretti sul territorio

 

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